Valorizzazione della nocciola: la «tonda gentile romana»

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In Italia la produzione di nocciole è concentrata principalmente in quattro regioni: Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. In particolare, la coltivazione del nocciolo nel Lazio si estende in una superficie di 19.452 ettari rappresentando la seconda regione italiana in termini di produzione di nocciola (figura n. 1 e n. 2). Per capire l’importanza della nocciola nell’economia del viterbese basta dire che la superficie agricola destinata alla produzione di nocciole rappresenta oltre il 14% del totale, ponendosi come terzo tipo di coltivazione più diffusa dopo il grano duro (41,4%) e olivo (17,4%)1. Inoltre, osservando i dati in tabella 1, è possibile notare come l’incidenza dell’area viterbese, in termini di produzione e superficie, sul totale della regione Lazio è molto alta. La produzione della nocciola nel Lazio, dipende al 96,86% da quella della Tuscia. È questa rilevanza economica che fa scaturire uno degli aspetti a cui i produttori viterbesi sono maggiormente interessati, ovvero la commercializzazione delle nocciole (e prodotti derivati) e le conseguenti strategie di promozione degli stessi.
La «tonda gentile romana», costituisce un prodotto tipico dell’area viterbese e per tale ragione intrattiene con il suo territorio di origine un legame privilegiato che si traduce nell’impiego di risorse specifiche del territorio stesso (che cioè non sono riproducibili all’esterno) e che vanno a condizionare gli attributi qualitativi del prodotto tipico.
La qualità della «tonda gentile romana» dipende in primis dal territorio, nonché dal modo in cui il prodotto viene lavorato e l’insieme di questi attributi genera la qualità complessiva della nocciola, che il consumatore trasforma in valore mediante l’acquisto del prodotto. L’alto valore della «tonda gentile romana» è altresì riconosciuta da certificazioni importanti quali DOP che vanno a garantire caratteristiche tecniche qualitative specifiche.Tuttavia, affinché il settore corilicolo possa continuare a crescere, soprattutto nell’attuale contesto economico, è fondamentale che il valore della «tonda gentile romana» venga comunicato ai consumatori finali. Da una ricerca condotta dal De Magistris nel 20062, emerge infatti che i consumatori di nocciole si dividono in due categorie:
(1) coloro che ne riconoscono l’alto valore, poiché considerano la nocciola un alimento sano; e
(2) coloro che intendono assumere uno stile di vita “smodato” ricercando i prodotti a base di nocciole solo come snack nei momenti dell’aperitivo e che quindi non la considerano come prodotto sano.
Questa situazione è imputabile alla poca comunicazione e valorizzazione del prodotto da parte non solo dei produttori ma anche delle istituzioni locali che, forse anche più del mondo imprenditoriale, hanno il compito di aiutare la diffusione di specifiche informazioni per il bene e la salute pubblica. La mancanza di informazioni porta da una minore predisposizione da parte del consumatore nell’acquistare la nocciola, che al lungo andare, potrebbe recare notevoli disagi per le piccole imprese.
>	Figura n. 1 - superficie Ha (2012) Fonte: ns elaborazione su dati ISEMA, 2012 * Piemonte (Cuneo, Asti);  Sicilia (Messina); Campania (Avellino, Salerno, Napoli, Caserta); Lazio (Viterbo)

Figura n. 1 – superficie Ha (2012)
Fonte: ns elaborazione su dati ISEMA, 2012
* Piemonte (Cuneo, Asti); Sicilia (Messina); Campania (Avellino, Salerno, Napoli, Caserta); Lazio (Viterbo)

Figura n. 2 - Produzione t (2012) Fonte: ns elaborazione su dati ISMEA, 2012 * Piemonte (Cuneo, Asti); Sicilia (Messina); Campania (Avellino, Salerno, Napoli, Caserta); Lazio (Viterbo)

Figura n. 2 – Produzione t (2012) Fonte: ns elaborazione su dati ISMEA, 2012 * Piemonte (Cuneo, Asti); Sicilia (Messina); Campania (Avellino, Salerno, Napoli, Caserta); Lazio (Viterbo)

Diviene di fondamentale importanza, quindi, promuovere iniziative volte a valorizzare e comunicare la qualità delle nostre nocciole, avente come punto di riferimento il consumatore che mai come negli ultimi anni ha mostrato un notevole aumento del proprio interesse verso il territorio e verso i prodotti tipici. Ciò di cui necessitano i produttori viterbesi, nonché le stesse Istituzioni, è sviluppare strategie di “marketing territoriale” che siano non solo incentrate sulla produzione e distribuzione del prodotto, ma specialmente sulla valorizzazione del prodotto locale e dell’offerta turistico-commerciale del territorio.
È necessario, quindi, ragionare in un’ottica di valorizzazione del territorio, che si ottiene dalla combinazione di tre importanti elementi:
• offerta turistica: attrazione del territorio fondamentale per invogliare il consumatore/turista a raggiungere un luogo;
• offerta commerciale: si indirizza verso la ricerca delle tipicità del luogo, siano esse di natura agroalimentare o dell’artigianato;
• offerta del territorio.
In definitiva, si può affermare che “valorizzazione del territorio” significa agire sui tre elementi, esaltandone le specifiche qualità e, allo stesso tempo, creando tra loro una profonda sinergia. Il risultato di tale azione sarà un rapporto tra le componenti: il turismo viene potenziato dal commercio, il quale contribuisce a creare esperienze di acquisto e di consumo.3
I tre elementi si legheranno tra loro da un rapporto di reciprocità, in cui l’uno alimenta l’altro. La promozione del territorio e delle ricchezze turistiche della Tuscia, porterà il turista a conoscere anche i prodotti tipici della stessa, mentre la diffusione e commercializzazione della nocciola sul territorio sia nazionale che internazionale, porterà ai consumatori la curiosità di conoscere i luoghi dove questi prodotti sono realizzati.
Per concludere, è possibile affermare che la presenza di un prodotto tipico può essere considerata il valore aggiunto per i territori in grado di esprimere tale connotato.
Affiancare tale elemento caratterizzante all’insieme degli elementi di attrazione turistica locale fa di queste aree dei luoghi unici. È su ciò che si deve basare la linea strategica di possibili interventi di marketing tesi a valorizzare il binomio prodotto (nocciola) territorio (corilicolo).
Tuttavia il problema principale della nocciole è che si tratta di un prodotto destinato alla trasformazione. Ecco perché è necessaria soprattutto un’azione congiunta in cui i produttori di prodotti tipici della Tuscia e le Istituzioni e Associazioni di categoria, attraverso la quale riunire tutti i questi prodotti in un’unica offerta. Ciò permetterebbe la creazione di valore per l’intero territorio.

NOTE

1 ISMEA, 2012
2 De Magistris T. (2006), I prodotti tipici e le preferenze dei consumatori: il caso della Tonda di Giffoni, Agriregionieuropa, dicembre 2006
3 Checchinato F.; Gazzola P. (2005), Il marketing per la valorizzazione del territorio: una prospettiva di analisi, Atti del IV Congresso Internazionale sulle Tendenze del Marketing, VENEZIA, Convegno: Marketing Trends, 21-22 gennaio

bibliografiA e sitografia

• Checchinato F.; Gazzola P. (2005), Il marketing per la valorizzazione del territorio: una prospettiva di analisi , Atti del IV Congresso Internazionale sulle Tendenze del Marketing, VENEZIA, Convegno: Marketing Trends, 21-22 gennaio
• De Magistris T. (2006), I prodotti tipici e le preferenze dei consumatori: il caso della Tonda di Giffoni, Agriregionieuropa, dicembre 2006
• www.ismea.it
• www.unaproa.com

Lazio is the second Italian region for the production of hazelnuts. in particular the province of Viterbo records a percentage of total production in the region Lazio equal to 96.87%. Viterbo is, therefore, the first province of Lazio. However, in order to boost the marketing of the «tonda gentile romana» Tonda Gentile Romana DOP, you need to develop a precise plan of territorial marketing. In particular, the aim is to create strong synergies between tourism (one of the most important wealth of Tuscia) and the promotion and enhancement of the local product (the la «tonda gentile romana» DOP).

CECILIA SILVESTRI

Docente di "Sistemi di gestione della Qualità e dell'ambiente" e di "Qualità e relazioni con il cliente" - Dipartimento di Economia e Impresa Università degli Studi della Tuscia di Viterbo
silvestri@unitus.it
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