Scuola e bilancio sociale

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Nelle scuole sono già presenti gli elementi per produrre il Bilancio Sociale. Ogni anno la scuola elabora il Piano dell’Offerta Formativa, il Programma Annuale, il Consuntivo di esercizio Finanziario, la relazione illustrativa e tecnico finanziaria al Contratto integrativo. Raccoglie e confronta i dati INVALSI con le sue valutazioni quadrimestrali. Progetta e realizza piani di miglioramento, del successo formativo del maggior numero possibile dei suoi utenti. Elabora nei suoi dipartimenti soluzioni e idee innovative per trasformare i propri risultati nei limiti indicati dalle normativa. Per produrre il Bilancio Sociale si tratta di portare a sintesi la documentazione posseduta con un obiettivo chiaro: raccontare nel modo più comprensibile possibile quello che la scuola fa, rivolgendosi a tutti i clienti interni e esterni: genitori, allievi, enti locali, associazioni e anche chi benché nella scuola ci sia e vi lavori a volte è un po’ distratto e non vede “tutto” quello che una scuola è e fa.
La struttura della “rendicontazione sociale” è prevista dalla Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche del 17 febbraio 2006 e è previsto che si articoli nelle seguenti tre parti: 1. descrivere i dati di contesto: l’assetto istituzionale – organizzativo e l’ambiente socio economico in cui è inserito l’Istituto; 2. esplicitare la mission e la vision, l’area dei progetti e dell’ampliamento dell’offerta formativa, gli esiti degli apprendimenti e il lavoro di autovalutazione per il progetto di miglioramento; 3. presentare le risorse finanziarie ed i costi delle azioni.
Il meccanismo fondamentale e indispensabile è cambiare il punto di vista: raccontare a chi è “fuori” cosa c’è “dentro”. La “rendicontazione” obbliga a chiarire bene i propri valori, gli obiettivi e la missione; obbliga a scegliere quali parti raccontare di sé e in quale modo. Obbliga a rileggere e raccogliere in modo “nuovo” i dati in un’ottica di costi e benefici, responsabilità nella spesa pubblica. I tradizionali clienti della formazione scolastica, genitori che iscrivono i loro figli, ragazzi che frequentano, enti che interagiscono quotidianamente con la scuola, associazioni che operano nel territorio devono poter trovare elementi – più difficilmente identificabili nei “documenti tecnici” – per un dialogo, confronto e forse anche nuove forme di partecipazione e collaborazione. Ciò significa anche che occorre tenere conto della sua struttura, complessità e leggibilità.
L’esperienza ci ha dimostrato che produrre il Bilancio Sociale:
•genera la consapevolezza necessaria al miglioramento;
•esplicita la visione etico-culturale dell’istituto;
•aiuta a chiarire il patto con gli stakeholder;
•forma e sostiene la cultura della responsabilità e dell’accountability di tutto il personale scolastico;
•riorienta l’organizzazione verso l’autovalutazione, il monitoraggio, il miglioramento e la comunicazione interna e esterna.

> Tabella 1

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Alcune indicazioni pratiche

Gloria Gramantieri Funzione Strumentale Qualità Istituto Comprensivo n. 16 Bologna, scuola iscritta a AICQ Education Emilia Romagna
La rendicontazione sociale e l’oggetto “Bilancio sociale” godono in Italia di una fitta rete di antecedenti documentali che le scuole devono produrre, come conseguenza dell’Autonomia acquisita quali: Carta dei servizi, Patto di corresponsabilità educativa, Regolamento interno, Piano dell’offerta formativa, Programma annuale, Bilancio e consuntivo annuale. Si tratta di documenti che sul piano squisitamente tecnico-giuridico contengono già una parte delle informazioni di base per la rendicontazione sociale. Tale documentazione insieme ad altri dati, come ad esempio quelli rintracciabili nel fascicolo “Scuola in chiaro” che il MIUR mette a disposizione di ogni istituto scolastico, costituiscono una raccolta di informazione quasi completa per l’elaborazione e la stesura del Bilancio Sociale.
Nella seguente tabella per ognuna delle tre parti canoniche del Bilancio Sociale indicate nella Direttiva Ministeriale del 2006 si forniscono alcune concrete indicazioni.

A Directive by the Minister of 17 February 2006 issues the public administrations to do social reporting of their activities. That is, it asks for, even by schools, a ”story” dedicated to those who are ”outside” administration about what happens ”inside” it. It’s mandatory to clarify values, goals and mission; it requires also to choose which parts to be transformed in order to improve the service the institution itself is dedicated to.

MARINA BATTISTIN

Dirigente Scolastica, capo rete delle rete AMICOCAF Istituto Comprensivo n. 16 Bologna,
scuola iscritta a AICQ Education Emilia Romagna
marina.battistin@gmail.com
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