PROMUOVERE E SOSTENERE L’AUTOVALUTAZIONE

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Tutte le scuole, a partire da quest’anno, sono tenute ad attuare l’autovalutazione, primo step del processo previsto dal SNV (Sistema Nazionale di Valutazione) finalizzato al miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti che finalmente offre un linguaggio comune, modalità standardizzate, un quadro di riferimento unico (1).
In base alla personale esperienza ed al confronto con scuole con risultati importanti nell’utilizzo di modelli di autovalutazione cercherò di porre in evidenza alcuni elementi strategici, ritenuti utili e motivanti perché questa importante fase per la scuola italiana venga vissuta come un’opportunità e non come un ulteriore fastidioso adempimento amministrativo (2).
Innanzitutto ritengo opportuno sottolineare che la scelta ministeriale di partire dall’autovalutazione ha in sé un significato positivo profondo: dà fiducia alle scuole, non enfatizza sul controllo ma lascia alle singole realtà fotografare ed analizzare, attraverso dati ed evidenze, la propria situazione, individuare i punti di forza e di debolezza, stabilire le priorità e gli obiettivi ai fini del miglioramento. La messa a disposizione di un format standard corredato da linee guida, di un sistema di indicatori (altri se ne possono aggiungere a livello locale) e di valori di riferimento trasversali (equità, partecipazione, qualità e differenziazione) garantiscono un valido supporto alle scuole e, nel contempo, con la restituzione al Sistema dei dati e delle informazioni e il relativo confronto, permettono di riconoscere le eccellenze come pure le situazioni di criticità per intervenire ai fini del miglioramento (3).

Elementi strategici utili che supportano la motivazione all’autovalutazione:

  • ripensare al ruolo del Dirigente scolastico. L’approccio del DS è particolarmente importante per il buon esito dell’autovalutazione. Appare ora non solo manager, non solo esecutore di norme e di procedure; non basta “essere a posto con la contabilità”, ma leader che sostiene, delega, promuove opportunità, motiva, indica la linea, la direzione per implementare le competenze degli studenti e il “valore aggiunto” di mission e vision. Egli stesso deve dimostrare di essere motivato ed impegnato nell’orientare produttivamente le risorse e le azioni di ognuno ai fini del miglioramento. Per primo deve dimostrare di essere in grado di governare i processi, di bilanciare gli interessi dei diversi soggetti non sempre coincidenti;
  • coinvolgere nell’autovalutazione tutto il personale. Ciò può avvenire se il DS promuove adeguati e diversificati incontri di approfondimento per far comprendere e condividere l’importanza del SNV sia per il singolo Istituto che per il Paese. L’autovalutazione non va affidata esclusivamente all’UAV (unità di autovalutazione)4 che curerà la regìa, darà gli input, sosterrà il processo, farà sintesi, ma va costruita con il contributo di tutto il personale seppur in forme e con apporti diversificati. In questo modo si pongono le condizioni perché l’autovalutazione si trasformi in un processo costante, partecipato e proficuo a tutti i livelli sia nel micro: nella quotidianità e in classe, sia nel macro: nel sistema- Istituto e nel sistema-Paese;
  • dare vita ad una leadership diffusa e ad una rete di supporto significa pianificare ed implementare un sistema di gestione delle responsabilità a diversi livelli valorizzando e potenziando le competenze (sistema premiante intrinseco), facendo leva sulle persone motivate, sugli opinion leader per diffondere e sostenere il processo autovalutativo. Non un solo leader ma tanti leader in grado di informare, di intessere relazioni fra lo staff e la line e viceversa, in grado di favorire il supporto al personale per la soluzione dei problemi quindi essere apprezzati anziché essere riduttivamente e a volte negativamente percepiti come “braccio operativo del dirigente”. Per questo è importante puntare sulla formazione delle figure di sistema in particolare nella conduzione di gruppi, nell’organizzazione del lavoro, nella realizzazione di progetti, nel raggiungimento dei risultati. Si può pervenire così: ad una progressiva diminuzione del numero di interventi “impropri”di supporto da parte del Dirigente scolastico per aspetti di competenza dei docenti e del personale ATA- amministrativo tecnico ed ausiliario e quindi ad una progressiva maggior consapevolezza delle specifiche funzioni di ognuno all’interno del proprio Istituto e quindi ad una maggiore autonomia. Per ottenere tali stili di vita nell’istituto e nell’organizzazione pare importante porre in essere e migliorare nel tempo un sistema che faciliti la condivisione, l’assunzione e la revisione di decisioni e scelte attraverso chiari punti e persone di riferimento (occorre che tutti sappiano come, dove, quando, perché, chi debba fare le cose). Ciò significa che ogni persona pertanto, singolarmente ed insieme alle altre, può contribuire a realizzare l’autovalutazione ed il miglioramento (ogni giorno tanti piccoli progressi ovunque sia possibile);
  • curare la comunicazione e le relazioni interne favorendo e creando opportunità di dialogo pianificato, rendendo produttivi al massimo gli incontri collegiali, le commissioni ed i gruppi di lavoro ai diversi livelli, in particolare quelli finalizzati al miglioramento delle competenze degli studenti, principale obiettivo della scuola, aspetto su cui enfatizza il processo di autovalutazione posto in essere dal SNV. Superare la solitudine professionale della singola persona, della singola classe permette di scoprire nuovi punti di vista e stimoli, evitare gli errori ricorrenti e, quando questi si presentano, trasformarli in opportunità5: il gruppo può aiutare ad individuarne le cause (e non le colpe) che li hanno prodotti, a delineare le proposte di miglioramento per favorire il passaggio alle azioni ed alla verifica dei risultati. Ciò potrebbe essere di aiuto per superare il timore del giudizio ricevuto dalla persona singola, rendere più veritiero il confronto, quindi reale la possibilità di correggere gli errori e migliorare;
  • scoprire i tesori nascosti interni e esterni. L’atteggiamento mentale che sta dietro la risorsa autovalutativa consiste nel far emergere e valorizzare le positive esperienze presenti in ogni realtà, coerenti con le esigenze di miglioramento per orientarle in un quadro d’insieme. Il DS e la UAV devono evitare quindi di dare l’idea che ogni volta si debba partire da zero e porgere attenzione a tutte le competenze interne e alle opportunità esterne quali la partecipazione a Reti di scuole e la ricerca di rapporti con enti e associazioni del territorio di riferimento;
  • apprezzare le opportunità della misurazione e del confronto. Non c’è miglioramento se non c’è misurazione. Una grande opportunità per superare l’autoreferenzialità viene offerta da INVALSI in un decennio di attività di valutazione esterna dei risultati di apprendimento, una modalità continuamente rivista e comunque ulteriormente migliorabile. Dalle rilevazioni rese note dall’INVALSI6 risulta che solo il 50% degli Istituti accede ad internet per conoscere e valorizzare i propri esiti, un patrimonio di informazioni, un difficile e prezioso lavoro inutilizzato. Riflettendo ad esempio sulla considerevole differenza dei risultati INVALSI sia in italiano che in matematica di due classi seconde parallele di una stessa scuola primaria, differenza prima dei risultati delle prove standardizzate non oggettivamente evidente, ne è scaturita la revisione dei criteri di formazione delle classi, considerata la causa del divario, un progetto mirato ad attenuare il problema e nello specifico al recupero delle competenze per la classe in difficoltà comprensivo di attività per classi aperte per valorizzare anche il diversificato potenziale degli alunni. L’INVALSI fornisce inoltre altri confronti a livello nazionale alcuni dei quali a disposizione già da quest’anno (Questionario scuola) ed altri ancora in via di rielaborazione dopo le fasi sperimentali (Questionario studenti docenti, genitori). Importante è la possibilità che ogni singolo istituto confronti i propri risultati di apprendimento con quelli di altri 200 istituti ad esso equivalenti nelle caratteristiche territoriali e ambientali.

Un’altra importante risorsa di dati è offerta dal Fascicolo “Scuola in chiaro” con i dati della propria scuola messi a disposizione dal Ministero con un elaborato ma funzionante giro di dati: la scuola trasmette dati al Ministero che li restituisce codificati e ordinati in tabella;

  • autovalutare l’Istituto ma anche la classe, la direzione, le funzioni strumentali e le commissioni perché è in classe il luogo in cui l’attività di formazione-apprendimento si esplica. L’analisi della situazione di partenza della classe e dei singoli studenti, l’individuazione dei punti di forza e di debolezza rappresenta una necessità imprescindibile per effettuare i feedback più efficaci e misurarne periodicamente gli esiti. Autovalutazione quindi anche dell’efficacia del mio operato come docente o come referente o dirigente. Non ci possono essere pianificazione, realizzazione, verifica dei risultati, azioni per il miglioramento, secondo la logica del PDCA, senza analisi della situazione di partenza. Un processo ricorsivo, da attuare quindi ai diversi livelli: studente, docente, team di docenti, istituto, livello regionale e nazionale;
  • coinvolgere le parti interessate. Il 20% delle competenze degli alunni viene acquisito a scuola che si deve perciò giocare tutte le sue chances. Ma il restante 80 % dipende dal contesto per cui è necessario con i portatori d’interesse, in primo luogo con i genitori7 ma anche con la Comunità. Ciò significa non solo essere trasparenti, ma anche costruire relazioni, accreditarsi nel senso di essere credibili, condividere gli obiettivi, i punti di forza e di debolezza, informare e riflettere sui risultati8, valutarsi, valutare e farsi valutare, coinvolgere nel processo di co-produzione di formazione-apprendimento. In questo modo, ognuno per la propria parte, può dare il suo contributo.

ELEMENTI STRATEGICI CHE SUPPORTANO LA MOTIVAZIONE ALL’AUTOVALUTAZIONE: APPROCCI DI QUALITÀ

  • ripensare al ruolo del dirigente scolastico;
  • coinvolgere nell’autovalutazione tutto il personale;
  • dare vita ad una leadership diffusa e ad una rete di supporto;
  • curare la comunicazione e le relazioni esterne;
  • scoprire i tesori nascosti interni e esterni;
  • apprezzare le opportunità della misurazione e del confronto;
  • auto valutare l’Istituto ma anche la classe, la direzione, le funzioni strumentali e le commissioni;
  • coinvolgere le parti interessate.

NOTE

  1. DPR 28 marzo 2013, n. 80. Regolamento sul sistema nazionale di valutazione.
  2. Vedere: C. Pasqualin, Sostenere la motivazione all’autovalutazione in Paolo Senni Guidotti Magnani, Sheila Bombardi, Marina Battistin, Caterina Pasqualin (a cura di), Rapporto di autovalutazione (RAV) e miglioramento – Un manuale per le scuole, per i docenti e per i dirigenti, Maggioli, marzo 2015.
  3. http://www.istruzione.it/sistema_valutazione/documenti. html – Orientamenti per l’elaborazione del RAV in MIUR Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del SNV prot 1738, 2 marzo 2015.
  4. UAV Unità di Autovalutazione composta dal Dirigente scolastico stesso, dal responsabile dell’autovalutazione e da uno o più docenti individuati dal Collegio.
  5. Secondo il sistema Toyota esistono delle specifiche tecniche per l’individuazione dell’errore, le fasi, le prospettive di miglioramento. A tal proposito si veda “Il training basato sull’errore”, in G. Negro, L’organizzazione snella nella Pubblica Amministrazione, Franco Angeli, Milano, 2005.
  6. Convegno per il decennale delle prove INVALSI a Roma il 4 e 5 dicembre 2014
  7. Dal Rapporto Questionario scuola INVALSI a.s. 2012/13 il livello di coinvolgimento dei genitori nelle attività della scuola risulta essere, nel 72 % dei casi, medio-basso .
  8. Fin da quest’anno le scuole dovranno pubblicare il Rapporto di autovalutazione (RAV) e alla fine del triennio, effettuare la rendicontazione sociale attraverso la pubblicazione e la diffusione dei risultati.

CATERINA PASQUALIN

Vice-Presidente Settore Nazionale AICQ Education
caterinapasqualin@libero.it
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