Oltre la buona fabbrica

0

Le Rivoluzioni Industriali

Ne “La buona innovazione”1 abbiamo provato ad interpretare i cambiamenti in atto chiedendo aiuto agli insegnamenti dispensati dalla storia economica sull’evoluzione dell’industria, dei suoi modelli organizzativi e dell’impatto sugli individui, sulla società e sulle forme di disaggregazione e nuove aggregazioni delle comunità. Senza ripetere i richiami citati riportiamo in estrema sintesi le fondamentali tappe dell’evoluzione storica utili per entrare con ruolo da protagonista nell’attuale quarta rivoluzione industriale. Nella prima rivoluzione industriale, sviluppatasi in Inghilterra alla fine del XVIII secolo, la meccanica, le macchine e l’energia del carbone e del vapore innovano radicalmente industria tessile e metallurgica e trasformano il panorama urbano e rurale: il cambiamento tecnologico dirompente incalza le dinamiche sociali e politiche.

Figura n. 1  -  Le principali caratteristiche delle quattro  “Rivoluzioni Industriali”:

Figura n. 1 – Le principali caratteristiche delle quattro “Rivoluzioni Industriali”:

Nella seconda rivoluzione industriale la meccanica, l’energia elettrica, la tecnologia chimica e soprattutto l’organizzazione scientifica del lavoro aprono alla trasformazione di massa della società: nel XX secolo nasce l’automobile per tutti e tutti cominciano a consumare.
Nella terza nasce il computer e la tecnologia elettronica entra in fabbrica sia con i centri di elaborazione dati a supporto dell’organizzazione sia con i dispositivi elettronici programmabili (PLC) a supporto dell’automazione dei processi di produzione.
Da alcuni anni a questa parte è maturata la consapevolezza che l’umanità stia entrando nella sua quarta rivoluzione industriale caratterizzata da una ulteriore discontinuità tecnologica, alla cui base vi sono sia internet (in tutte le sue accezioni, dai computer alle cose) sia la trasformazione digitale.

I modelli per smart manufacturing

Al livello delle imprese questa discontinuità assume un generico titolo di SMART MANIFACTURING laddove i fenomeni d’implementazione si differenziano per l’appartenenza a due, per ora, distinti modelli:
• Il Modello Germania (industrie 4.0) nasce nel 2011 grazie alla iniziativa del governo Tedesco con l’obiettivo di definire e implementare una strategia di digitalizzazione della manifattura nazionale, da realizzarsi attraverso progetti di innovazione e quindi di trasferimento tecnologico, su un orizzonte di 10-15 anni, per consegnare all’industria manifatturiera tedesca la leadership nei successivi decenni.
• Il Modello USA (Advanced Manufacturing Partnership – AMP) nasce nel giugno 2011 grazie alla iniziativa dell’Amministrazione Obama. L‘AMP ha l’obiettivo di mettere insieme soggetti diversi (imprese industriali, agenzie federali, grandi nomi dell’ICT, centri di ricerca e università) per innovare la manifattura e per innalzare la capacità competitiva USA. Nell’intenzione di AMP l’innovazione (IT, biotecnologie, nanotecnologie) promuove la creazione di lavoro qualificato, aiutando le imprese americane nei processi di riduzione dei costi, miglioramento della qualità e accelerazione dello sviluppo dei prodotti.

Tabella n. 1  -  Confronto tra il “modello Germania” ed il “modello USA”.

Tabella n. 1 – Confronto tra il “modello Germania” ed il “modello USA”.

In estrema sintesi:
• il modello Germania si concentra sulla standardizzazione delle tecnologie industriali (macchine, impianti, processi);
• il modello USA mette a fuoco il tema della condivisione delle piattaforme attraverso l’interoperabilità dei servizi e il ricorso alle tecniche relative ai big data.
Nel dettaglio il confronto tra i due modelli è analizzato in tabella 12
Verso Campania 4.0 (Smart Manifacturing)
Per valutare l’applicabilità dei modelli alla realtà della manifattura attiva nella regione Campania ed in alternativa per proporre eventuali approcci personalizzati alla natura industriale del territorio è necessario analizzare la struttura delle imprese in Campania.
Analisi della Struttura delle imprese in Campania – le dimensioni
In tabella 2 è evidenziato il numero totale delle imprese registrate presso UNIONCAMERE3
La tabella 3 riporta la suddivisione delle imprese secondo il criterio della forma giuridica e in particolare mette in evidenza che oltre la metà delle imprese sono imprese individuali e solo poco più di un quarto sono società di capitale. La tabella 4 mette in evidenza che il nucleo della manifattura industriale in Campania rappresenta meno del 10% dell’insieme delle imprese.
Passando alla tabella 5 la dimensione occupazionale delle imprese da fonte INPS (base di riferimento ridotta a 321.585 imprese) il valor medio di addetti totali per ciascuna delle 26.625 imprese del comparto di manifatture industriali è pari a 6,3.
La successiva tabella 6, sempre da fonte INPS, mette in risalto che il numero delle imprese di manifattura industriale con dipendenti si riduce al 58% e il valor medio di addetti dipendenti per ciascuna delle 15.528 imprese del comparto di manifatture industriali è pari a 9,4. Confrontando le Tabelle 5 e 6 possiamo affermare che per queste imprese il valor medio di addetti totali è circa 10.
Analisi della Struttura delle imprese in Campania – i dati economici
A partire dalla successiva tabella 7 si analizzano le statistiche dei risultati economici delle imprese misurate sul campione di 30.586 bilanci 2014: sono riportati i valori assoluti, medi e mediani.
La sensibile differenza tra valori medi e valori mediani della produzione richiama il carattere di estrema frammentazione già rilevato attraverso l’analisi dei dati strutturali e confermato dalla tabella 11 che fornisce la distribuzione della produzione per classe dimensionale d’impresa (grande, media, piccola, micro).
Tabella 2

Tabella 2

Nonostante si possano riscontrare nella tabella 8, per il comparto delle attività manifatturiere, valori assoluti, medi e mediani migliori rispetto ai dati generali resta comunque evidente la frammentazione della capacità produttiva. Altre conferme sulla frammentazione sono evidenziate nelle successive tabelle 9 e 10. Analizzando i dati di bilancio riportati in tabella 11 si trova ulteriori conferme di frammentazione e debolezza del sistema delle imprese in Campania. I risultati migliori si rilevano nella fascia delle piccole imprese (EBIT circa 3,5% e Risultato Netto poco superiore all’1%).

La digitalizzazione delle imprese campane

Per completare lo scenario di base dentro cui concepire i possibili programmi d’innovazione, analizzata la dimensione economica (fatturato, numero di addetti, …) delle imprese in Campania, è necessario ora prendere in considerazione lo stato della diffusione della digitalizzazione in Regione. In particolare l’osservazione riguarderà le disponibilità tecnologiche, le competenze tecniche interne ed esterne e gli orientamenti culturali del territorio
Dall’analisi delle tabelle 12 e 13 emerge una prima fondamentale considerazione: le imprese Campane, e non solo, dimostrano un drammatico ritardo nella cultura digitale e di conseguenza nelle strategie di trasformazione digitale.

Tabella 3

Tabella 3

A sostegno di quanto affermato si evidenziano i seguenti punto:
•Disponibilità delle infrastrutture ICT al momento sotto utilizzate,
•Deficit di competenze tecniche organizzative e gestionali all’interno delle imprese – mancanza di consapevolezza dei bisogni digitali,
•Limitata presidio degli spazi nei social media da parte delle imprese,
•Scarsa diffusione del sito web,
•Ricorso significativo al CLOUD COMPUTING – approfondendo i dati emerge un approccio limitato ai servizi a basso valore aggiunto (email, office, …) senza adeguate politiche e strategie di outsourcing dei processi aziendali,
•Mancanza d’integrazione dei normali sistemi informativi (ERP; CRM) nelle imprese
•Dati scarsi e asimmetrici di vendite e acquisti online denotano insufficiente sviluppo delle forme di e-business,
•Irrilevanza dell’impiego delle tecnologie IOT/IOE,
Incompatibilità della pressione sui costi con gli investimenti digitali – orientamento in generale nelle imprese a considerare le ICT come barriera del mercato e non come fattori abilitanti.
Tabella 4

Tabella 4

Confronto tra territorio e modelli

Dalla definizione dei modelli (Germania/ USA), analisi delle variabili economiche e diffusione delle tecnologie digitali nelle imprese Campane si sviluppa nella seguente tabella 14 il confronto tra ipotetiche applicazioni dei due modelli in Campania
Dall’analisi dei contenuti della tabella emergono non poche difficoltà nell’applicazione in Campania di uno qualunque dei due modelli. Nell’immediato tali difficoltà sembrano insuperabili e suggeriscono un approfondimento concettuale nella ricerca di possibili mediazioni tra i due modelli e dunque di una via originale del territorio per la trasformazione digitale delle imprese.

Tabella 5

Tabella 5

Cultura e strategia per Campania 4.0

La frammentazione del panorama industriale in Campania non è uno scherzo del caso bensì il retaggio di una cultura pericolosamente attardata sui difficili percorsi dell’innovazione tecnologica.
Una Politica capace di assumere la leadership culturale del cambiamento e una ben definita agenda digitale regionale possono insieme innescare il processo virtuoso che supera il concetto d’impresa castello e apre alla nuova dimensione dell’impresa rete.
Nell’impresa rete i nuovi spazi condivisi grazie alle ICT possono favorire cooperazione nelle supply chain, trasparenza delle relazioni, condivisione di obiettivi, scambi di conoscenze. Tali processi di contaminazione sono la necessaria premessa del superamento delle anacronistiche barriere culturali e delle conseguenti frammentazioni del tessuto produttivo locale.

Tabella 6

Tabella 6

Le considerazioni fatte, la lettura del Disegno di legge recante “Legge annuale di semplificazione 2016 – Manifattur@ Campania: Industria 4.0” e la lettura dell’Audizione Industria 4.0 del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda presso la Camera dei Deputati ci spingono a passare dalle analisi alle proposizioni.
Per una discussione, che speriamo prossima, sul futuro digitale del territorio riteniamo utile avanzare la seguente proposta operativa capace di coniugare sia la sperimentazione per lo sviluppo dell’impresa rete digitale sia la realizzazione della piattaforma Campania 4.0:
Sviluppo di un unico programma regionale che preveda:
•Costituzione di un’unica Cabina di regia per l’attuazione del programma.
•Articolazione dello “sviluppo dell’impresa rete digitale” in quattro progetti :
1.Manifattura
2.Turismo – beni culturali
3.Servizi avanzati alle imprese
4.Agricoltura bio, verde e tecnologie.
•Individuazione del soggetto leader aggregatore dell’impresa rete per ciascun progetto – campione digitale.
•realizzazione della piattaforma Campania 4.0 per condividere la conoscenza nell’Urban Manufacturing (UM).
Campania 4.0 è concepita per essere la piattaforma informatica volta alla divulgazione delle conoscenze, acquisite in ambito nazionale e internazionale e indirizzata a un’utenza diffusa in un perimetro di UM per la contaminazione culturale, sviluppo tecnologico ed economico del territorio.
La piattaforma prevede l’accesso secondo opportuni criteri di profilazione che consentano un’adeguata gestione degli utenti e dei criteri di ricerca delle informazioni semplificata in base alla profilazione.
La piattaforma deve prevedere modalità di accesso e navigazione facili e intuitive volte all’uso diffuso e non necessariamente specialistico, per cui particolare attenzione deve essere dedicata alle interfacce uomo-piattaforma e alle rappresentazioni delle informazioni.

Tabella 7 - Principali aggregati economici delle società - anno 2014 [Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell'anno 2014. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016.]

Tabella 7 – Principali aggregati economici delle società – anno 2014 [Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell’anno 2014. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016.]

Al pari semplificata deve essere la gestione dell’introduzione dei contenuti da parte dei possessori con il coinvolgimento quanto più diffuso delle competenze.
La piattaforma è suddivisa in sezioni d’uso:
•Sezione competenze. In questa sezione devono essere rese disponibili le competenze presenti nel PERIMETRO UM (università, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, studenti, imprese, professionalità ecc.): ciascun Possessore di competenze profilato secondo specifici format condivide con la comunità i propri asset. L’accesso deve avvenire attraverso semplici chiavi di ricerca che consentano la più completa navigazione.
valori dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico - ANNO 2014

Tabella 8 – valori dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico – ANNO 2014

Tabella 8 - valori medi dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico - ANNO 2014

Tabella 8 – valori medi dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico – ANNO 2014

Tabella 8 - valori mediani dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico - ANNO 2014

Tabella 8 – valori mediani dei PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI DELLE SOCIETÀ per settore economico – ANNO 2014

•Sezione ricerca e innovazione. In questa sezione sono rese disponibili le evidenze delle esperienze dirette dei soggetti della comunità in attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Tali evidenze, opportunamente validate, saranno volontariamente rese pubbliche attraverso la piattaforma. Le modalità di accesso devono perseguire come caratteristica propria della piattaforma la facile e completa navigazione, in relazione con le caratteristiche di profilazione.
•Sezione nel mondo. In questa sezione sono riportate i link alle evidenze nel web catturate da opportuni motori di ricerca correlate alle tematiche proprie della comunità.
Le modalità di accesso devono perseguire come caratteristica propria della piattaforma la facile e completa navigazione, in relazione con le caratteristiche di profilazione.
•Sezione pubblicazioni. In questa sezione sono resi disponibili gli ABSTRACTS delle pubblicazioni scientifiche attinenti ai temi dell’innovazione propri della comunità. Le modalità di accesso devono perseguire come caratteristica propria della piattaforma la facile e completa navigazione, in relazione con le caratteristiche di profilazione.
•Sezione Social. In questa sezione sono disponibili discussioni di gruppo su tematiche pertinenti alle finalità della comunità, disciplinate e amministrate, favorendo la contaminazione culturale e la partecipazione per la divulgazione della conoscenza.
•Sezione Open Innovation. In questa sezione è progettata una piazza telematica in cui si possano incontrare bisogni innovativi e offerte di soluzioni, garantendo la riservatezza delle soluzioni nelle fasi della trattativa, consentendone la pubblicazione nella sezione ricerca e innovazione, dopo la fase della commercializzazione secondo la corretta tutela della proprietà intellettuale.
•Sezione Openness5. In questa sezione sono disponibili discussioni di gruppo sulle tematiche dell’OPENNESS in generale e delle tecnologie aperte in particolare (sperimentazioni, esperienze d’uso …) coerentemente disciplinate e amministrate, favorendo la contaminazione culturale e la partecipazione per la divulgazione della conoscenza.
Tabella 9 - Valore della produzione delle società per forma giuridica - Anno 2014 - Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell'anno 2014 e 30.586 bilanci dell'anno 2013. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016. Sono considerate società in UTILE se il valore è maggiore o uguale 0; in PERDITA se minore di 0

Tabella 9 – Valore della produzione delle società per forma giuridica – Anno 2014 – Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell’anno 2014 e 30.586 bilanci dell’anno 2013. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016. Sono considerate società in UTILE se il valore è maggiore o uguale 0; in PERDITA se minore di 0

La piattaforma deve prevedere l’emissione di newsletter agli utilizzatori secondo i criteri di interesse, consenso e periodicità espressi nella profilazione. La piattaforma deve prevedere la modifica progressiva dei profili su specifico intervento dell’utilizzatore e su adattamento dinamico della profilazione secondo le abitudini di uso.
Conclusioni
L’analisi e la proposta sono contributi iniziali per avviare prima una riflessione sul tema della trasformazione digitale in Campania e poi un confronto tra le Parti interessate alla buona innovazione: cambiare l’impresa per andare oltre la buona fabbrica e realizzare con equilibrio lo sviluppo economico e culturale per tutto il territorio.

Tabella 10 - Valore della produzione delle società per settore di attività economica - Anno 2014 - Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell'anno 2014. Sono escluse le imprese "Non classificate" ovvero le imprese prive del codice di attività economica. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016. Sono considerate società in UTILE se il valore è maggiore o uguale a 0; in PERDITA se minore di 0

Tabella 10 – Valore della produzione delle società per settore di attività economica – Anno 2014
- Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell’anno 2014. Sono escluse le imprese “Non classificate” ovvero le imprese prive del codice di attività economica. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016. Sono considerate società in UTILE se il valore è maggiore o uguale a 0; in PERDITA se minore di 0

Per questo cambiamento e per questa realizzazione il gruppo di lavoro “Responsabilità digitale6” cui partecipiamo si propone di stimolare e facilitare l’avvio del percorso culturale necessariamente propedeutico per ogni strategia di trasformazione digitale.
Tabella 11 - Principali aggregati economici delle società per classe dimensionale - 2014 (Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell'anno 2014. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016.) Classificazione in base al: Valore della produzione N.D. < 0 Micro imprese >= 0 e <= 2.000.000 Piccole imprese > 2.000.000 e <= 10.000.000 Medie imprese > 10.000.000 e <= 50.000.000 Grandi imprese > 50.000.000

Tabella 11 – Principali aggregati economici delle società per classe dimensionale – 2014 (Fonte: archivio bilanci XBRL-inbalance: elaborazioni su 30.586 bilanci dell’anno 2014. Sono considerate le società quotate, IAS e le non obbligate XBRL, quotate, IAS e le non obbligate XBRL, Elaborazioni al 04/04/2016.)
Classificazione in base al: Valore della produzione
N.D. < 0
Micro imprese >= 0 e <= 2.000.000
Piccole imprese > 2.000.000 e <= 10.000.000
Medie imprese > 10.000.000 e <= 50.000.000
Grandi imprese > 50.000.000

Tabella 12

Tabella 12

Tabella 13

Tabella 13

Tabella 14

Tabella 14

Figura 2 - L’impresa Castello

Figura 2 – L’impresa Castello

Figura 2 - L’impresa Rete4

Figura 2 – L’impresa Rete4

NOTE

1 Articolo pubblicato sul numero 4/luglio-agosto 2016 della Rivista QUALITÀ.
2 I contenuti della tabella sono stati tratti e rielaborati dall’articolo (http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/industry-40-grossi-investimenti-richiesti-l-esempio-di-usa-e-germania_1924.htm) di Giovanni Miragliotta, Alessandro Perego, Marco Taisch [Politecnico di Milano].
3 Le tabelle riportate (numerate da 2 a 13) sono tratte dallo studio “Le dinamiche economiche della regione Campania nel 2014 e le prime prospettive per il 2015” e dai relativi allegati. Il lavoro è stato realizzato dall’Unione regionale delle Camere di commercio, in collaborazione con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne.
4 Federico Butera, Gianfranco Dioguardi – L’Impresa rete e le reti d’impresa. La nascita di un nuovo paradigma organizzativo: una Storia e un futuro da innovare – Il workshop dell’Istituto IRSO a Camogli nel 1988.
Federico Butera – Il castello e la rete. Impresa, organizzazioni e professioni – FrancoAngeli, 1990.
Gianfranco Dioguardi – LE IMPRESE RETE Bollati Boringhieri, 2007.
5 Atteggiamento di pensiero e azione caratterizzato da trasparenza, partecipazione, simmetria informativa, libero accesso alla conoscenza, gestione cooperativa e processo decisionale decentrato e condiviso (tratto da https://en.wikipedia.org/wiki/Openness)
6 Gruppo costituito in seno al Forum della Responsabilità Sociale in Campania, con un suo primo momento di riflessione nel corso del IV Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale Condivisa svolto nella CCIAA di Napoli dal 16 al 18 giugno 2016.

Beyond the good factory. The digital transformation of the manufacturing industry in Campania towards the network-company. How the relationship between the company and the territory changes.
The Internet and IOT/IOE in particular are today an opportunity for “good innovation”: if the disruptive nature of the change is now indisputable, the role of sustainability and innovation governance is yet to be defined. As with the previous industrial revolutions, the digital transformation of the company requires a responsible leadership to reconstruct the harmonious development of the economy/society into a unique scenario.

BRUNO ESPOSITO

FORUM Permanente della Respomsabilità Sociale in Campania
bresposito3@gmail.com

VALERIO TETA

Presidente del Comitato AICQ per la Qualità del Software e dei Servizi IT
v.teta@unina.it
Share.

Comments are closed.