Lo scaffale di Qualità

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INDICATORI E MISURE
DI PRESTAZIONE PER LA GESTIONE DEI PROCESSI
Modelli e tecniche
di sviluppo

Autore: Fiorenzo FRANCESCHINI, Maurizio GALETTO, Domenico MAISANO
Edizione: 2007
Editore: Il Sole 24 Ore, Milano
Pagine: 272
Prezzo: € 35,00
È un libro interessante elaborato da tre illustri autori del Politecnico di Torino capeggiati dall’autorevole prof. Franceschini; con la consapevolezza che “molte imprese e organizzazioni sono sempre più legate alla presenza e all’uso di indicatori: gli I. dei prezzi; gli I. di produttività, gli I. per la valutazione delle carriere, per la valutazione della posizione sociale” e così via. Il testo esamina con grandissima attenzione l’intera tematica che ruota attorno agli “indicatori” che sembrano essere divenuti il vero motore dei sistemi sociali, dell’economia e delle organizzazioni. La misura delle prestazioni può essere, infatti, considerata come il “cuore” della gestione di un processo. Essa consente di individuare i dati che dovranno essere raccolti e analizzati, documentare gli sviluppi delle attività, identificare le aree di forza e di debolezza, valutare in itinere il clima organizzativo e, quindi, guidare i processi di miglioramento. Il libro è così articolato 1) qualità e indicatori di processo; 2) criticità e curiosità sugli indicatori; 3) condizione di unicità nella rappresentazione dei processi; 4) proprietà degli indicatori di prestazione; 5) costruzione di un sistema di misura delle prestazioni; 6) indicatori, misure, preferenze e valutazioni: legame concettuale; bibliografia.

USA E GETTA
le follie dell’obsolescenza programmata

Autore: Serge LATOUCHE
Edizione: 2015
Editore: Bollati Boringhieri Editore, Torino
Pagine: 152
Prezzo: € 15,00
Serge Latouche, il padre della “decrescita felice”, dedica l’approfondimento all’ideologia dell’«usa e getta» che si è insinuata dovunque come un veleno; progressivamente tutto è diventato «usa e getta», anche il funzionamento della società e delle istituzioni. Il testo tende a smantellare l’azione comunicazionali delle grandi imprese multinazionali che etichettano con il concetto di “triste leggenda” la vita a termine degli oggetti di consumo (soprattutto elettrici ed elettronici). L’A. cerca di illustrare quelli che potrebbero essere alcuni dei tranelli comunicazionali/simbolici delle “pseudo-soluzioni” di ecoefficienza; vengono riversate sul mercato apparecchi meno energivori il cui risparmio tuttavia non compenserà mai i costi ambientali della rottamazione del vecchio.
Anche la dimensione simbolica; ossia degli effetti del declassamento pianificato indotto dalle mode. Evidenzia anche il caso dei s/w ormai incompatibili con i nuovi sistemi operativi; l’obsolescenza ha molti aspetti ma una sola finalità: perpetuare l’economia di iperconsumo e spreco che è una sciagurata follia.
L’articolazione del libro è: la parola e la cosa (definizione e natura della obsolescenza programmata); origine e funzionamento dell’obsolescenza programmata; la obsolescenza programmata è morale? i limiti dell’obsolescenza programmata; le conclusioni: la rivoluzione della decrescita.

SCOMPARSA
DELL’ITALIA INDUSTRIALE

Autore: Luciano GALLINO
Edizione: 2003
Editore: Giulio Einaudi Editore, Torino
Pagine: 106
Prezzo: € 10,00
«… un paese che non possegga una grande industria manifatturiera, l’industria in senso stretto, rischia di diventare una sorta di colonia, subordinata alle esigenze economiche, sociali e politiche di altri paesi che tale industria posseggono … in modo particolare per quei settori industriali che pur essendo nati decenni addietro, come l’informatica o l’elettromeccanica, o addirittura secoli, come la chimica e poi l’auto e l’aeronautica civile, sono oggi più che mai da considerare essenziali per l’economia del terzo millennio. E’ ovviamente possibile che in quel paese, in quei particolari settori, operino unità produttive controllate da imprese straniere, capaci di assicurare localmente occupazione e reddito. Ma una tale situazione implica che tutte le decisioni in merito ai livelli di occupazione, alle condizioni di lavoro, alle retribuzioni, a che cosa si produce e a quali prezzi, ai prodotti che entrano nelle case e strutturano la vita delle persone, saranno prese altrove. Con il presupposto che i relativi costi economici, sociali e umani ricadranno sul paese ospitante …». Con queste parole accorate Luciano Gallino apre il suo libro di lucida analisi delle scelte e delle situazioni che hanno portato l’Italia a divenire rovinosamente in una “colonia” industriale, che per recuperare terreno, avrebbe bisogno di una politica economica orientata verso uno sviluppo del lavoro e della conoscenza; ma …

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