Lo scaffale di Qualità

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P101 – Quando l’Italia inventò il Personal Computer

Autore: Pier Giorgio PEROTTO
Edizione: 2015
Editore: Edizioni di Comunità, Roma-Ivrea
Pagine: 123
Prezzo: 12,00 €
Nel 1964 l’ing. Pier Giorgio Perotto, con un piccolo gruppo di collaboratori, progetta e realizza la «Programma 101», il primo personal computer al mondo! Un calcolatore pensato per tutti, che prevedeva un rapporto diretto, “personale”, tra l’utente e la macchina, o, per dirla in termini più ideali, tra l’uomo e la tecnologia. Questo computer da scrivania venne prodotto quasi di nascosto e presentato in sordina alla Fiera di New York il 23 ottobre 1965; fu utilizzato persino dalla NASA per la missione spaziale Apollo 11, dimostrando nei fatti che progettare a misura d’uomo è ciò che permette all’umanità di giungere a mete prima ritenute inarrivabili. Il libro è il racconto di un successo italiano, la storia di un gruppo di uomini che inseguirono il futuro e, in qualche modo, un’idea di libertà. E’ una gradevole ristampa del bellissimo libro scritto nel 1995, pochi anni prima di morire, dal padre della “P101”. Nel racconto appassionato, l’A. organizza i ricordi nei seguenti punti: 1) l’età dell’oro e la sua fine; 2) la grande mistificazione; 3) una piccola grande idea; 4) il momento della verità; 5) la rivoluzione microelettronica; un occasione perduta?; 6) appendice.
L’esperienza costituisce una sorta di canto del cigno dell’industria italiana e l’inizio concreto del processo di deindustrializzazione del Paese, a soli 5 anni dalla morte del mitico ing. Adriano Olivetti.

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PUÒ UN’AZIENDA PERMETTERSI LA MORALE?

Autore: Reinhard MARX
Edizione: 2015
Editore: Centro editoriale Dehoniano, Bologna
Pagine: 51
Prezzo: 6,00
È un piccolo, agile e prezioso scritto su uno degli argomenti più critici della vita delle organizzazioni e delle società occidentali. Perché, «la morale non solo possiamo permettercela, ma dobbiamo permettercela affinché il mondo sopravviva. Ed è un comandamento della ragione».
Per Reinhard Marx l’economia di mercato porta gradualmente ad un miglioramento economico per tutti. Ma solo in assenza di guerre e di rivoluzioni politiche, cioè in condizioni ideali. A breve termine, invece, la sua «distruzione creatrice» colpisce con forza, in determinati contesti, sotto forma di disoccupazione e di fallimenti per singoli individui o interi gruppi.
Per questo c’è bisogno non solo di regole del gioco, ma anche di istituzioni forti, senza le quali non ci può essere nessuna economia di mercato eticamente responsabile.
«Abbiamo a che fare con varie persone che seguono ciascuna i propri interessi e, quando il loro interessi e il loro vantaggio sono predominanti, questo non porta al bene comune, ma all’arricchimento di pochi» Il testo è articolato nei seguenti punti: 1) da quando l’uomo è uomo…; 2) radicalmente uguali; 3) l’essere umano come persona; 4) benefici della libertà; 5) morale e mercato; 6) il gioco del mercato; 7) istituzione e virtù; 8) giustizia; 9) l’impresa, un lavoro di costruzione.

IL LAVORO MANAGERIALE IN PRATICA

Autore: Henry MINTZBERG
Edizione: 2014
Editore: Carocci Editore, Roma
Pagine: 170
Prezzo: 24,00 €
La gestione manageriale è un’attività caratterizzata da ritmi incessanti, frequenti interruzioni e continue pressioni, che finiscono per precludere ai manager la possibilità di riflettere sul lavoro svolto. Mintzberg sviluppa un nuovo modello di managerialità, ancorato sua convinzione che l’attività manageriale non sia una professione o e una scienza, bensì una pratica; da acquisire e che può presentare caratteristiche estremamente differenti a seconda del contesto nel quale essa trova applicazione. Si affrontano in modo estremamente diretto dei nodi problematici cruciali per il manager: «come riuscire ad approfondire un problema quando i tempi di risoluzione richiesti sono così rapidi? Come gestire una nuova situazione se la pressione non permette di effettuare una valutazione precisa e affidabile? Come bilanciare il bisogno di cambiamento con la necessità di dare continuità a certe soluzioni?». La conclusione sta nella provocatoria descrizione di ciò che significa veramente essere un manager oggi e nell’importanza rivestita dalla capacità di coinvolgimento. Questa è la qualità ultima sulla quale ogni manager dovrebbe costruire la propria pratica quotidiana di gestione della complessità.
Il testo riguarda, quindi, il “gestire”: 1) oltre ogni mito; 2) in modo frenetico; 3) informazioni, persone e azioni; 4) in ogni direzione; 5) in equilibrio precario; 6) con efficacia.

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