L’IMPEGNO SOCIALE DELLE AZIENDE: le parole per dirlo, le idee per farlo

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L’economista francese Thomas Piketty, autore de “Il Capitale del XXI Secolo”, ha fatto accendere di nuovo i riflettori sulla necessità della revisione della crescita economica, in Francia come in Europa: il mondo sta profondamente cambiando ed è alla ricerca di una nuova visione dell’economia, più matura, più sostenibile, più trasparente. Sono argomenti che suggeriscono di dover dare, da parte dei governi, un aiuto energico e convinto alle imprese più impegnate, per permettere loro di continuare a conciliare il profitto con la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto delle regole con l’attenzione al territorio, l’organizzazione dell’azienda con il coinvolgimento dei dipendenti. Sono i temi della CSR (la responsabilità sociale delle imprese), quella cultura manageriale che da alcuni anni cerca riconoscimenti più decisi dalle amministrazioni pubbliche e dai governi centrali, a fronte di investimenti economici significativi, il cui impatto è sotto gli occhi di tutti: solo in Italia da 450 milioni di euro l’anno nel 2001 a 1 miliardo di euro nel 2014, secondo i dati contenuti nel VI Rapporto sull’impegno sociale delle aziende dell’Osservatorio Socialis.1 Gli stessi temi approfonditi nella nuova edizione del “Dizionario CSR”, presentato al Museo MAXXI di Roma il 23/10/2015 [evento patrocinato da: Ministero Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente, Roma Capitale, CNEL, Unioncamere, Università di Roma Tor Vergata].
ORSI-IMMAGINE-COP-DIZIONARIO-CSR“Dipendenti”, “Laudato sì”, “B corporation”, “Fiducia”, “Direttiva UE 95/2014″, “Squadra”, “ISO 26000″ sono solo alcune delle 254 definizioni in tema responsabilità sociale d’impresa pubblicate nella nuova edizione. Obiettivo del Dizionario, aperto ad ulteriori contributi attraverso una piattaforma online alla voce CSR WIKI del sito www.osservatoriosocialis.it: raccontare il mondo della responsabilità sociale delle imprese, per fornire spunti di riflessione, idee da realizzare, standard da seguire. Ma anche dare un contributo alla nascita di una vera comunità composta da manager, studiosi, istituzioni e a cui anche l’opinione pubblica, adeguatamente sostenuta, può e deve partecipare. D’altra parte il 2016 sarà l’anno della responsabilità sociale delle imprese. A parte le indicazioni della Direttiva UE 95/2014, che dovrà essere recepita proprio entro il prossimo anno, sarà importante cogliere l’opportunità, capire che con la CSR si può stare meglio sul mercato e lavorare semplicemente per non farsi trovare impreparati nella rendicontazione. Dal 1° gennaio 2017 le aziende dovranno infatti rispondere per legge in materia di rendicontazione non finanziaria: si passa dunque da comportamenti del tutto volontari alla condivisione di una serie di norme alle quali le imprese dovranno fare riferimento per adempiere agli obblighi di legge (politiche di genere, diversità, ambiente, anti corruzione, diritti umani, politiche sociali e collegate ai dipendenti). Sarà necessario comunicare il già fatto valutandone l’impatto ottenuto. Il vantaggio però non sarà di poco conto, perché una volta sistemato il percorso si potranno anche valorizzare i risultati in termini di richieste di finanziamento, spendibilità in gare d’appalto, ottenimento di sconti sui premi di tariffa INAIL, agevolazioni fiscali su IRES e IRAP, spesso tralasciate a causa dell’eccessiva verticalizzazione delle competenze. Noi siamo sempre più convinti: un’economia più attenta al sociale, alla trasparenza, all’educazione, alla solidarietà, all’innovazione fa crescere la società, contro ogni crisi. Alcune definizioni pubblicate nel Dizionario:

ATTENZIONE

Parola chiave della CSR 2015-2020: agli sprechi, ai dipendenti, all’ambiente in cui viviamo e che lasciamo a figli e nipoti, al territorio nel quale operiamo, alla solidarietà verso chi è meno fortunato, alla bellezza dell’arte e della cultura, al bilanciamento tra vita privata e lavoro.
BIL (Benessere Interno Lordo)
Indicatore statistico dello sviluppo di una nazione, utilizzato accanto al PIL. Poggia su 11 parametri: dalla soddisfazione sul lavoro alla stabilità politica, dalla salute alle politiche per la casa, dalla cura per l’ambiente alla percezione della sicurezza.

CASA DI VETRO

L’espressione fu coniata dal deputato socialista Filippo Turati, più di un secolo fa. Era rivolta alla pubblica amministrazione, destinata – invitata, obbligata – a rendersi visibile dai cittadini, in ogni momento, in ogni provvedimento o decisione. È la metafora della responsabilità sociale nel ”pubblico”. Uno stimolo buono anche per il ”privato”, perché la socializzazione sia effettiva.

DIPENDENTI

Su questo terreno l’impegno sociale delle imprese si traduce in: formazione, progetti maternità, cure mediche e prevenzione malattie per dipendenti e familiari, servizi di riposizionamento, nidi aziendali, condivisione della progettazione dei turni di lavoro.

STAKEHOLDER ENGAGEMENT

Processo che un’azienda socialmente responsabile compie quando ascolta e coinvolge i suoi portatori di interesse e risponde alle loro esigenze legittime, dandone conto in modo trasparente e in un’ottica di miglioramento continuo.

NOTE

[1] OSSERVATORIO SOCIALIS è stato ideato nel 1997 da Errepi Comunicazione di Roma e costituisce un cantiere culturale indipendente dedicato alla CSR. E’ anche testata giornalistica online, cura il Rapporto biennale sull’impegno sociale delle aziende in Italia, il Premio Socialis per le tesi di laurea su CSR e sostenibilità, il tour negli atenei per condividere i dati sulla responsabilità sociale con la comunità accademica [University Program].

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