Le principali novità dello standard ISO 14001:2015

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Introduzione

La norma ISO 14001 è lo standard internazionale contenente i requisiti per sviluppare un sistema di gestione ambientale volto ad attuare la politica ambientale di un’organizzazione. Negli anni questo standard ha supportato moltissime organizzazioni di tutti i settori nel mettere in atto progetti di miglioramento delle proprie prestazioni ambientali.La norma ISO 14001 è stata pubblicata per la prima volta dall’International Organization of Standardization (ISO) nel 1996 e revisionata nel 2004. L’ultima revisione, pubblicata a settembre 2015 (ISO, 2015/a), è frutto del lavoro di centinaia di esperti in tutto il mondo, a testimonianza del grande interesse verso questo modello di eccellenza ambientale già molto diffuso.
Similmente alla più nota ISO 9001 (standard internazionale per lo sviluppo di un sistema di gestione per la qualità), ISO 14001 stabilisce requisiti ad adozione volontaria che guidano le organizzazioni che li rispettano a sviluppare un insieme di attività e processi che, tramite il percorso virtuoso del miglioramento continuo, portano a realizzare obiettivi di miglioramento nelle prestazioni ambientali.
Analogamente alla norma ISO 9001, anche ISO 14001 è uno standard certificabile da parte di un organismo di terza parte indipendente e competente.
Come testimonia l’annuale ISO survey, la certificazione ISO 14001 è la più diffusa dopo la certificazione ISO 9001, ed il numero di organizzazioni certificate ISO 14001 è in continuo aumento negli anni (ISO, 2014) (figura 1).

Figura 1 - Trend del numero di certificazioni ISO 14001 nel mondo dal 1999 al 2014                           [fonte dei dati: ISO, 2014]

Figura 1 – Trend del numero di certificazioni ISO 14001 nel mondo dal 1999 al 2014 [fonte dei dati: ISO, 2014]

L’Italia ricopre un ruolo significativo, dato che è il primo Paese in Europa ed il secondo nel mondo come numero di organizzazioni certificate ISO 14001 (ISO, 2014) (figura 2).
Il processo di revisione di ISO 14001 è stato promosso dal SC1, sottocomitato dedicato agli standard dei sistemi di gestione ambientale, all’interno del comitato tecnico ISO/TC 207 dedicato agli standard ambientali di sistema e di prodotto. I lavori di revisione sono durati oltre 3 anni (figura 3), con l’obiettivo di modificare in modo sostanziale la struttura della norma, per dare risposta alle crescenti esigenze delle organizzazioni, pubbliche e private in tutto il mondo, di dare maggiore visibilità e convenienza strategica ai sistemi di gestione. Non a caso, il processo di revisione di ISO 14001 è stato condotto parallelamente alla revisione della norma ISO 9001, anch’essa revisionata lo scorso settembre 2015: molti elementi di novità sono comuni nei due standard e in generale l’approccio raccomandato da questi segna una nuova ripartenza per gli standard dell’ISO (ISO, 2015/b).
Nei paragrafi successivi vengono messi in evidenza i principali elementi di novità di ISO 14001:2015, allo scopo di far conoscere alle organizzazioni, ai consulenti e al mercato i principi di fondo di questa revisione.

Gli obiettivi del processo di revisione

La revisione di ISO 14001:2015 ha perseguito alcuni obiettivi fondamentali, che accolgono sostanzialmente una serie di aspettative emerse nel mercato e in particolare nelle organizzazioni che hanno adottato lo standard negli anni precedenti.
In primo luogo, l’evoluzione del mercato, soprattutto negli ultimi anni, ha messo in luce la necessità di definire criteri di eccellenza ambientale che vadano di pari passo con la sostenibilità economico-finanziaria delle organizzazioni. Ciò ha comportato una vera e propria ridefinizione del modello alla base del sistema di gestione ambientale, introducendo importanti elementi di novità nei requisiti della norma.
In secondo luogo, si prende coscienza della progressiva e continuativa diffusione presso le organizzazione di diversi standard di sistema di gestione (in primis il sistema qualità secondo ISO 9001 e il sistema di gestione ambientale secondo ISO 14001, ma anche il sistema di gestione dell’energia secondo ISO 50001, il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro secondo OHSAS 18001, e così via).
A fronte di un maggior numero di standard adottati, cresce l’esigenza delle organizzazioni di realizzare soluzioni integrate tra i diversi sistemi, al fine di ottenere una maggiore efficienza gestionale.
Al contempo, le organizzazioni che hanno adottato la ISO 14001 sottolineano l’esigenza di rendere più espliciti i requisiti della norma, per facilitarne la comprensione all’interno delle organizzazioni e favorirne la comunicazione all’esterno, a supporto di un green marketing basato sulla trasparenza e sulla chiarezza nei confronti degli stakeholder.
In risposta a queste esigenze emergenti, il gruppo di lavoro dedicato alla revisione della norma ha introdotto una serie di novità nello standard che puntano a colmare i gap riscontrati dal mercato. Così, la nuova ISO 14001 propone una struttura nuova, cosiddetta “di alto livello”, ovvero che rappresenta lo scheletro base per tutti i futuri standard di sistema di gestione. Ciò significa che le principali novità introdotte nella norma ISO 14001, già riconoscibili nella nuova ISO 9001, saranno via via introdotte anche negli altri standard ISO cosiddetti “di processo” o “di organizzazione”, da ISO 22000 (sistemi di gestione per la sicurezza alimentare) a ISO 50001 (sistemi di gestione dell’energia), da ISO/TS 16949 (sistemi di gestione della qualità per il settore automotive) a ISO 27001 (sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni) (ISO, 2015/b).

Figura 2 - Numero di certificazioni ISO 14001 nei primi cinque Paesi del mondo [fonte dei dati: ISO, 2014]

Figura 2 – Numero di certificazioni ISO 14001 nei primi cinque Paesi del mondo [fonte dei dati: ISO, 2014]

La nuova struttura di ISO 14001:2015

La ISO 14001:2015 ci appare con una struttura completamente rinnovata: i requisiti sono distribuiti dal capitolo 4 al capitolo 10 e, in più casi, alcuni requisiti sono sostanzialmente nuovi. La figura 4 rappresenta il nuovo framework di riferimento di ISO 14001:2015.
Il modello Plan – Do – Check – Act (PDCA) rimane a base del sistema, ma è opportunamente adattato ed integrato con passaggi che ne consentono un’effettiva operatività. Lo start-up del modello fa riferimento ad elementi interni ed esterni, detti contesto dell’organizzazione, che ne determinano lo scopo e ne giustificano l’attuazione. Inoltre, a monte della pianificazione, vi è la leadership, che assicura la giusta motivazione a sviluppare il sistema di gestione. Infine, il modello sottolinea l’importanza di indirizzare il sistema di gestione ambientale verso risultati effettivi e quantificati di miglioramento ambientale, dalla fase iniziale di pianificazione fino alla fase finale di verifica.

I nuovi requisiti di ISO 14001:2015

È nel capitolo 4 che troviamo una delle principali novità di questo standard: l’analisi di contesto. Il significato di questo gruppo di requisiti è sostanzialmente la necessità, da parte dell’organizzazione che adotta un sistema di gestione ambientale, di contestualizzare la propria attività e le proprie linee strategiche. E questo prima ancora di impostare il proprio sistema di gestione ambientale (di cui si inizierà a parlare solo a metà del capitolo 4, con la definizione del suo campo di applicazione).
Analizzare il contesto significa dimostrare che l’Alta Direzione ha valutato e compreso il contesto in cui si muove l’organizzazione, fatto di elementi interni, come i suoi processi, impianti, personale, attività, prospettive di sviluppo e disponibilità finanziarie, e di elementi esterni, come le evoluzioni normative, la concorrenza sul mercato, le opportunità economico-sociali, e naturalmente anche il contesto ambientale. È dalla definizione del contesto di riferimento, interno ed esterno, che l’organizzazione può delineare in modo credibile e sostenibile i confini e gli obiettivi del proprio sistema di gestione ambientale. Si tratta di un modo nuovo di approcciare al sistema di gestione ambientale, che richiede più che una integrazione documentale, una vera e propria riflessione esistenziale, per far emergere le motivazioni profonde che spingono l’organizzazione ad adottare un sistema di gestione, con una visione veramente strategica.

Figura 3 -  Timeline del processo di revisione della norma ISO 14001:2015           [fonte: www.iso.org/iso/iso14001_revision]

Figura 3 – Timeline del processo di revisione della norma ISO 14001:2015 [fonte: www.iso.org/iso/iso14001_revision]

Analizzare il contesto significa altresì considerare esigenze ed aspettative delle parti interessate, a partire da clienti e mercato, includendo le istituzioni e le autorità di controllo, i soci/azionisti o investitori, le associazioni ambientaliste, dei consumatori e di categoria, i dipendenti e il management, i vari attori della supply chain.
L’attenzione alle parti interessate può essere esplicitata in modi diversi, e sta all’organizzazione valutare quali parti interessate siano significative per la propria attività, oltre che per la propria performance ambientale, e come individuarne e considerarne le aspettative. Ciò che è importante è adottare una nuova visione del sistema di gestione ambientale, intimamente collegata alle scelte strategiche dell’Alta Direzione, al fine di conseguire obiettivi ambientali unitamente ad obiettivi economico-finanziari, in una vera prospettiva di lungo periodo.
La seconda grande novità di questo standard la troviamo al capitolo 6 ed è il cosiddetto approccio riskbased: si tratta di un nuovo requisito di ISO 14001:2015, che richiede alle organizzazioni di progettare il proprio sistema di gestione ambientale tenendo in debito conto quelli che possono essere i rischi e le opportunità, sia in termini ambientali che in termini economico-finanziari e sociali.
Il concetto di rischio è da intendersi come l’effetto, negativo o positivo, dell’incertezza delle situazioni future sugli obiettivi ambientali dell’organizzazione. La norma non richiede esplicitamente alle organizzazioni di condurre una rigorosa e competa valutazione del rischio, quanto piuttosto di saper identificare quelli che sono i principali rischi legati alla realizzazione dei propri obiettivi ambientali.
In sostanza, le organizzazioni devono dimostrare che vi è una buona consapevolezza, a partire proprio dall’Alta Direzione, dei possibili fattori che possono rallentare o impedire il miglioramento delle prestazioni ambientali così come pianificato e, al contempo, anche i possibili elementi positivi che possono contribuire ad un più vantaggioso risultato di miglioramento.
L’elemento di novità introdotto con questo requisito fa sì che il sistema di gestione ambientale sia definito, attuato e mantenuto con una maggiore consapevolezza di quelli che sono i fattori interni ed esterni che possono condizionare la capacità dell’organizzazione di attuare la propria strategia ambientale.
Figura 4 - Framework di riferimento della norma ISO 14001:2015

Figura 4 – Framework di riferimento della norma ISO 14001:2015

Il terzo elemento di novità della ISO 14001:2015 è trasversale a diversi punti della norma e riguarda la nuova prospettiva di ciclo di vita, che deve in qualche modo indirizzare il sistema di gestione ambientale, al fine di perseguire obiettivi ambientali effettivi. Tale prospettiva si rifà alla metodologia Life Cycle Assessment (LCA), che consente di quantificare gli impatti ambientali associati ad un prodotto/servizio ungo tutto il suo ciclo di vita, “dalla culla alla tomba”, considerando quindi tutte le fasi in cui il prodotto/servizio viene pensato, progettato, realizzato, distribuito, utilizzato e messo a fine vita.
Chiariamo che la norma ISO 14001:2015 non richiede alle organizzazioni di condurre uno studio di LCA, ma piuttosto introduce come requisito quello di definire un sistema di gestione ambientale che si faccia carico degli aspetti ed impatti ambientali che possono riguardare anche altre fasi del ciclo di vita del proprio prodotto/servizio, al fine di evitare interventi di miglioramento ambientale interni all’organizzazione che si possono tradurre in un trasferimento del carico ambientale in altre fasi della vita del prodotto.
L’approccio di ciclo di vita è una novità significativa per lo standard ISO 14001, che storicamente si era sempre distinto dallo standard europeo EMAS (CE, 2009) per considerare solo i cosiddetti aspetti “diretti”, ovvero solo gli aspetti ambientali pienamente sotto il controllo dell’organizzazione.
Questa revisione dello standard avvicina molto ISO 14001 ad EMAS, nell’intento di spingere le organizzazioni a considerare tutti gli impatti ambientali connessi ai propri prodotti e ai processi, anche se non di propria responsabilità diretta, in modo tale da gestire anche i processi e le attività che li determinano.
In buona sostanza, se la ISO 14001:2015 non chiede di condurre un vero e proprio studio di LCA, chiede però alle organizzazioni di valutare i propri impatti ambientali e definire i propri obiettivi di miglioramento non solo in relazione al proprio sito produttivo (come dire “gate to gate”), ma anche in riferimento a quei processi a monte e a valle delle proprie attività, in modo da intervenire, come e dove possibile, per ridurre il carico ambientale là dove esso è più significativo.
Una conseguenza importante di questo nuovo approccio al ciclo di vita riguarda i requisiti di ISO 14001:2015 relativi ai fornitori e in particolare ai fornitori in outsourcing: ora, in linea con la visione della norma ISO 9001:2015, l’organizzazione è tenuta a dimostrate una effettiva gestione degli aspetti e impatti ambientali per tutti i processi esternalizzati, a garanzia delle attività che essa fa svolgere a subappaltatori.
Altri elementi di novità introdotti nei vari capitoli dello standard si possono così riassumere:
•novità terminologiche e più efficace presentazione dei requisiti, che ne facilitano la comprensione;
•più efficiente integrabilità con altri sistemi di gestione;
•valorizzazione della comunicazione e in particolare della comunicazione verso l’esterno;
•minore impatto documentale richiesto;
•obbligo di conformità esteso dalla conformità legislativa ad ogni altro requisito applicabile e/o adottato dall’organizzazione;
•esplicita richiesta di risultati ambientali verificabili tramite indicatori di prestazione ambientale;
•maggiore importanza al riesame della direzione come strumento di valutazione strategica del sistema di gestione;
•semplificazione dei requisiti relativi alla pianificazione (obiettivi) e all’attuazione del miglioramento (azioni correttive).

Conclusioni

La norma ISO 14001:2015 si presenta con una serie di novità, alcune sostanziali e altre migliorative, in risposta ad una serie di esigenze emerse dall’applicazione della precedente versione della norma.
Le organizzazioni già dotate di un sistema di gestione ambientale certificato hanno 3 anni di tempo a partire da settembre 2015 per effettuare il passaggio alla nuova norma. Gli organismi di certificazione raccomandano in generale di attuare un passaggio progressivo nell’arco dei 3 anni a disposizione, così da assicurare una maturazione progressiva delle organizzazioni verso le novità introdotte da questo standard.
Per le organizzazioni che si certificano per la prima volta, si raccomanda di adottare fin da subito il nuovo standard, essenzialmente perché così com’è impostato esso risulta più efficace nel realizzare un effettivo miglioramento ambientale ed è più funzionale alle esigenze strategiche delle organizzazioni.
In generale, il passaggio alla norma ISO 14001:2015 va visto come un’occasione preziosa per tutte le organizzazioni che la adottano: grazie alle novità introdotte in questa revisione, i sistemi di gestione ambientale possono fare un salto di qualità, perseguendo un miglioramento effettivo e quantificato delle prestazioni ambientali complessive, coerentemente con gli indirizzi strategici generali dell’organizzazione e consapevolmente rispetto al contesto di riferimento e a rischi ed opportunità degli obiettivi di miglioramento desiderati.

BIBLIOGRAFIA

• CE, 2009. Regolamento CE n° 1221/2009 sulla partecipazione volontaria delle organizzazioni allo schema comunitario di ecogestione ed audit (EMAS). Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, Bruxelles
• ISO, 2014. ISO survey 2014. International Organization of Standardization, Geneve. www.iso.org/iso/iso-survey
• ISO, 2015/a. ISO 14001 “Environmental management systems – Requirements with guidance for use”. International Organization of Standardization, Geneve.
• ISO, 2015/b. ISO 14001 Environmental Management Systems Revision. International Organization of Standardization, Geneve. http://www.iso.org/iso/iso14001_revision

ANNA MAZZI, FILIPPO ZULIANI, ANTONIO SCIPIONI

Centro Studi Qualità Ambiente, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università degli Studi di Padova
anna.mazzi@unipd.it
filippo.zuliani@unipd.it
scipioni@unipd.it
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