La sicurezza al lavoro

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Progettare luoghi di lavoro sicuri è premessa fondamentale alla prevenzione dei rischi e degli infortuni sul lavoro Per il settore dell’edilizia e della progettazione architettonica il presupposto all’introduzione di specifiche norme in merito alla sicurezza dei luoghi di lavoro viene riconosciuto nell’adozione dell’atto Unico europeo del 1987; l’atto europeo ha consentito ai Paesi membri la promulgazione di norme sulla sicurezza e prevenzione dei rischi da lavoro e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro stessi, temi che in Italia sono stati affrontati rispettivamente con il D. Lgs. 626/1994 e con il D. Lgs. 494/1996. Nella progettazione dei luoghi di lavoro viene affermato il principio della “massima sicurezza ragionevolmente praticabile” introdotta già con il D.Lgs. 277/1991 che disciplina l’esposizione dei lavoratori ad agenti chimici, fisici, biologici fra i quali si ricordano in particolare il rumore e l’esposizione a materiali quali amianto e leghe con piombo. Un differente approccio alla materia è stato introdotto dal D. Lgs. 626/1994 che ha disciplinato un ruolo proattivo e responsabile tipico della figura del datore di lavoro, sempre tenuto all’applicazione delle misure espressamente previste dalla legislazione vigente ed all’adozione delle ulteriori azioni di protezione e prevenzione specifiche del lavoro svolto, in relazione alle soluzioni tecnologiche praticabili ed alle esperienze acquisite nel tempo. Il testo ha inoltre introdotto il principio della “prevenzione”, sia in quanto valutazione preventiva dei rischi, sia come individuazione preventiva delle idonee contromisure protettive e delle misure di sicurezza. L’attuazione della sicurezza, oltre che nella progettazione di un luogo di lavoro sicuro e nella predisposizione delle misure atte a ridurre e prevenire i rischi, si risolve nel fondamentale coinvolgimento attivo dei lavoratori, sia mediante la loro informazione e formazione che tramite la loro consultazione e partecipazione. Anche se simili prescrizioni di norma interessano solo marginalmente l’approccio professionale del progettista, è fondamentale tenere presente che le misure di prevenzione dei rischi oltre ad avere natura tecnica, devono coinvolgere la gestione stessa del luogo di lavoro. La collaborazione fra lavoratori e datore di lavoro dunque è alla base della sicurezza e della prevenzione.
In tempi più recenti è stato redatto il D. Lgs 81/2008 “tutela della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro”, concepito come un testo di riordino; come recita l’art. 1, il testo ha operato: «il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza» dei lavoratori sui luoghi di lavoro ed afferma l’importanza dei concetti di organizzazione del lavoro e di formazione dei lavoratori che si esprimono nel documento di “valutazione dei rischi”, lo strumento redatto dal datore di lavoro che deve analiticamente individuare i rischi e le strategie per ridurli o eliminarli, ed introduce anche la figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP). Il decreto fissa le disposizioni relative ai requisiti per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro quali, ad esempio, le caratteristiche degli ambienti, la presenza di sostanze nocive, le caratteristiche degli impianti, le misure contro incendi ed esplosioni, le norme di primo soccorso. La norma fissa inoltre le modalità di utilizzo delle attrezzature, compresi gli impianti elettrici, e dei dispositivi di sicurezza individuale (DPI), così come le misure di sicurezza previste per l’allestimento di cantieri temporanei e mobili, comprese le norme di utilizzo per i ponteggi, per la movimentazione manuale di carichi, per le attrezzature con videoterminali, per la protezione da agenti fisici quali rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima, atmosfere iperbariche, agenti chimici, cancerogeni e mutageni, agenti biologici ed atmosfere esplosive. I progettisti devono rispettare i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro esplicitati nel decreto. La corresponsabilità viene estesa anche ad altre figure coinvolte quali installatori e montatori di impianti, per le fasi di specifica competenza, i quali devono attenersi alle norme di sicurezza ed alle indicazioni fornite dai produttori. Lo stesso decreto legislativo è caratterizzato da un’articolazione che riguarda espressamente i “luoghi di lavoro” al Titolo II, mentre al Titolo III tratta l’“uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale”, al Titolo V regola la “movimentazione manuale dei carichi”, al Titolo VI tratta le “attrezzature munite di video terminale” ed al Titolo X l’“esposizione ad agenti biologici”. In particolare il Titolo II, riguardante appunto la progettazione architettonica dei luoghi di lavoro, disciplina i caratteri ambientali e la distribuzione degli elementi del progetto: ad esempio viene stabilito quanto obbligatorio in merito a vie d’uscita, altezza e dimensione dei locali, illuminazione ed areazione degli ambienti interni, descritti anche negli Allegati. Di differente angolatura, ma con grande importanza nel settore dell’edilizia, è il già citato D. Lgs. 494/1996 riguardante le misure di sicurezza e di salute da applicare nei cantieri temporanei e mobili; viene introdotto il coinvolgimento del committente, sia esso pubblico o privato, unitamente all’appaltatore, nella responsabilità della sicurezza, sia in fase di progettazione che di esecuzione. Nell’ambito del D.P.R. 207/2010, ”Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/Ce e 2004/18/CE” si ricorda, per le importanti ricadute tecnico-applicative, l’art. 39, ”Piano di sicurezza e di coordinamento e quadro di incidenza della manodopera”, che prescrive la redazione del ”Piano di sicurezza e di coordinamento” quale documento complementare al progetto esecutivo, finalizzato a prevedere l’organizzazione delle lavorazioni più idonea, per prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, attraverso l’individuazione delle eventuali fasi critiche del processo di costruzione, e la definizione delle relative prescrizioni operative. Il piano è specifico per ogni cantiere temporaneo o mobile ed è redatto secondo quanto previsto nell’allegato XV al D.Lgs 81/2008. Viene introdotto anche il ”Quadro di incidenza della manodopera” che definisce l’incidenza percentuale della quantità di manodopera per le diverse categorie di cui si compone l’opera e viene specificata l’intenzione del legislatore che prevede che i costi relativi alla sicurezza siano di norma esclusi dalla procedura di ribasso economico.

Altre norme in materia che hanno correlazioni non trascurabili sono il D. Lgs. 17/2010, Nuova “Direttiva Macchine”, ed il D. IntM. 20/01/2012, “Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro”, oltre alle norme in merito alla sicurezza ed alla prevenzione dei danni da incendio quali il D.M. 16/02/2007 “Classificazione di resistenza al fuoco” ed il D.M. 09/03/2007 “Resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco”. In merito alla normativa sulla prevenzione degli incendi è importante ricordare che nell’ambito del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, l’art. 38 (Disposizioni in materia di prevenzione incendi) semplifica sensibilmente l’istruttoria delle pratiche relative; sempre nell’ambito dello stesso testo l’art. 32 prevede semplificazione negli adempimenti formali in materia di sicurezza sul lavoro e nei cantieri: in particolare, si dispone l’esclusione dall’applicazione delle disposizioni del D. Lgs. 81/2008 dei cosiddetti “piccoli lavori” (con una durata inferiore ai dieci uomini giorno) finalizzati a realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi. Anche ASL e ARPA sono interlocutori importanti; in particolare ad essi è affidato il controllo dell’installazione degli impianti contro le scariche atmosferiche, gli impianti di messa a terra e gli impianti pericolosi in genere attraverso il D.P.R. 462/2001.
La Normativa UNI interviene come fondamentale strumento di definizione degli elementi del progetto e dell’opera edilizia in sé; di particolare interesse i riferimenti:

  • UNI 7543/1 (01.88) “Colori e segnali di sicurezza. Prescrizioni generali”,
  • UNI ISO 4196 (09.86) “Segni grafici. Utilizzazione delle Frecce”,
  • UNI ISO 3461/2 (07.89) “Principi generali per l’elaborazione dei segni grafici. Segni grafici utilizzati nella documentazione tecnica di prodotto” ed infine
  • UNI 10402 (11.94) “Segni grafici destinati all’informazione al pubblico”.

Il carattere penale delle inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro, e quindi anche dei luoghi di lavoro, genera i presupposti per l’arresto ed eventualmente la pena pecuniaria in base a quanto stabilito nel D. Lgs. 19/12/1994, n. 758 che tratta il Procedimento Sanzionatorio specifico così come stabilito dal Codice Penale. La conoscenza di quanto stabilito negli ultimi decenni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e di sicurezza del lavoro stesso è certamente fondamentale per il progettista, ma la padronanza di norme e prescrizioni non può che essere il substrato per il professionista nella redazione di un progetto che sarà completato con ulteriori indicazioni e obblighi in relazione alla specifica tipologia di lavoro cui quegli ambienti sono destinati, pertanto è alle relative norme di settore che si rimanda.

Design workplaces safe is prerequisite to the prevention of risks and accidents at work. This responsibility is from the beginning of design activities entrusted to the architect, thanks to their work that ensures a proper design of workplaces and good collaboration with other specialists who will work with him in building work.

LUDOVICA CARLA FERRARI

designer e agronomo paesaggista, collabora con l’Università degli Studi di Firenze

NICOLA ZECCHINI

consulente per la gestione della Sicurezza, collabora con l’Università degli Studi di Firenze
txp.research@gmail.com
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