La revisione della norma ISO 9001; ricadute sulla catena di fornitura automotive

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È in corso, da diverso tempo, un processo di revisione della norma ISO 9001, che regola i Sistemi di Gestione per la Qualità. Il Comitato Tecnico dell’ISO responsabile delle revisioni e delle nuove emissioni della norma, a partire da una serie di ricerche sull’efficienza dell’ultima edizione (ISO 9001:2008), sta ora analizzando quali cambiamenti apportare, anche alla luce di quanto anticipato con la nuova ISO 9004:2009.
L’intervento prevede una forte riorganizzazione di tutti e temi e di tutte le prescrizioni, per arrivare a una norma che sarà molto diversa da quella attuale anche nella struttura, passando da quattro a dieci capitoli. La complessità delle modifiche, insieme alla necessità di confrontarsi con le varie parti interessate -i settori specifici, i cui standard richiesti sono basati sulla ISO 9001, le organizzazioni con sistemi certificati ISO 9001: 2008, gli organismi di certificazione e di accreditamento – lasciano presumere che la conclusione dei lavori del Comitato arriverà nella seconda metà del 2015.

L’IATF (International Automotive Task Force) ha espresso una posizione critica sull’impostazione del progetto di revisione della norma, che porterebbe, nel breve-medio periodo, a una revisione di tutta la struttura documentale dei Sistemi di Gestione della Qualità delle aziende -con evidenti implicazioni in termini di costi per le stesse -senza, a parere dell’IATF, almeno allo stato attuale dei lavori, apportare un reale valore aggiunto. Di qui, i frequenti contatti dell’IATF con l’ISO, nel tentativo, per ora senza risultati significativi, di mitigare questa profonda trasformazione della struttura della norma.

Dal punto di vista dell’IATF, si aprono, quindi, tre potenziali scenari. Il primo consiste nell’accettare la nuova ISO 9001 così com’è – o meglio, come sarà una volta ultimato il lavoro di revisione – per poi integrarla secondo le necessità e le specificità relative al settore automotive, come fatto per le precedenti edizioni (l’ISO 9001:2000, a cui ha fatto seguito l’ISO-TS 16949: 2002, e l’ISO 9001:2008, a cui è seguita l’ISO-TS 16949:2009). Il secondo scenario si prospetterebbe nel caso si riuscissero ad evitare le radicali modifiche previste, ottenendo una nuova norma più aderente al modello attuale e meno costosa per le aziende. Ma questo è abbastanza improbabile. La terza possibilità è che l’IATF decida di non seguire più l’ISO 9001 -che, pure, fin dall’edizione del 1994, ha fatto da base, nelle linee generali, anche per il mondo dell’auto – per seguire una strada autonoma, dando vita ad un documento IATF proprietario, che diventi il nuovo riferimento in materia, un po’ come lo erano, in passato, guardando all’Europa, la Guida francese EAQF ‘94, la Guida tedesca VDA 6, la Guida ANFIA AVSQ ‘94 “Valutazione Sistemi Qualità” e, sul versante nord americano, il QS9000.

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Anche questa strada, comunque, si prospetta difficile, soprattutto perché molte imprese della catena di fornitura automotive sono fornitrici anche di altri comparti che non si rifanno all’ISO-TS. Questo complica le cose, reintroducendo problemi di duplicazione delle certificazioni già superati in passato.
Nel corso dell’ultimo incontro tenutosi lo scorso marzo nel Regno Unito, l’IATF ha istituito un Gruppo di Lavoro interno, destinato ad analizzare nel dettaglio tutte le possibili opzioni di risoluzione del problema, inclusa l’accettazione della futura nuova ISO 9001 pesantemente rivisitata rispetto all’edizione attualmente in vigore. L’IATF intende, infatti, capire come procedere per la nuova edizione dell’ISO-TS 16949 che, in caso si decida di accettare la nuova ISO 9001, uscirà nel 2016, mentre, nell’ipotesi di abbandonare ogni riferimento all’ISO 9001, potrebbe anche essere pubblicata prima.
La revisione dell’ISO-TS 16949 si concentrerà sull’introduzione dei concetti relativi al Risk Management, e su una più puntuale definizione delle metodologie di Problem Solving nell’ambito del processo di azioni correttive. Inoltre, ci si porrà l’obiettivo di integrare i Customer Specific Requirements (CSR) all’interno della norma, unificando quelli prescritti dai vari OEM, con un enorme vantaggio per i fornitori, non più obbligati a rifarsi a documenti diversi nel rapporto con i diversi Costruttori.

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Note

1 ANFIA Service nasce nel 1996 come Società di Servizi di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica); è certificata ISO 9001:2008. Opera in diversi settori di attività, tra cui: la consulenza, la formazione, i convegni e le pubblicazioni tecniche in ambito, Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Etica.
ANFIA, in qualità di membro IATF (International Automotive Task Force) in rappresentanza dell’industria nazionale, ha contribuito allo sviluppo della Specifica Tecnica ISO/TS 16949: 2009 e ne monitora costantemente l’applicazione dello schema di certificazione in Italia. è dunque anche alla luce delle ultime e originali indicazioni fornite da IATF che ANFIA Service progetta e aggiorna tempestivamente l’offerta formativa di in area Qualità.
Tutte le informazioni dettagliate e gli ultimi aggiornamenti sulle attività di ANFIA Service sono disponibili sul portale www.anfia.it

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