La norma UNI ISO 20121 per la sostenibilità degli eventi

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Ogni evento, dalla festa di paese ai giochi olimpici, ha impatti economici, ambientali e sociali: vengono utilizzate acqua, energia e altre risorse, si producono rifiuti ed emissioni, si possono causare disagi per le comunità locali, i promotori possono sottoscrivere impegni economici difficili da onorare e così via.
Fin dal 1995 il Comitato Olimpico Internazionale ha creato una commissione su sport e ambiente, ma una svolta si è verificata con le Olimpiadi di Londra, del 2012. Il Responsabile per la sostenibilità, David Stubbs, cercava un modo per onorare l’impegno per la sostenibilità sottoscritto dagli organizzatori dei giochi e coinvolse la British Standard Institution (BSI). Fu quindi emessa la norma BS 8901:2007 Specification for a sustainable event management system with guidance for use.
La norma BS 8901 conobbe una rapida diffusione e fu applicata.
La Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici COP15, per esempio, ottenne nel 2009 la certificazione BS 8901 nel 2009. Sempre nel 2009, BSI e l’ente di normazione brasiliano ABNT proposero all’ISO di elaborare uno standard per la gestione sostenibile degli eventi. La proposta fu accolta e nel mese di giugno 2012 venne emessa la norna ISO 20121:2012 Event sustainability management systems – Requirements with guidance for use. L’anno seguente l’UNI ha adottato la norma UNI ISO 20121:2013 Sistemi di gestione sostenibile degli eventi – Requisiti e guida per l’utilizzo.

I requisiti della norma

  1. Il primo requisito cui l’organizzazione deve ottemperare riguarda il contesto in cui opera. L’organizzazione deve definire i propri aspetti che influiscono sulla sostenibilità degli eventi, individuare gli stakeholder e le rispettive esigenze ed aspettative, definire il campo di applicazione del sistema di gestione e il sistema stesso, dichiarare quali sono i propri valori di riferimento in materia di sostenibilità.
  2. Il secondo requisito attiene alla leadership. La direzione dell’organizzazione deve dimostrare il proprio impegno per la sostenibilità, definire una politica per lo sviluppo sostenibile, assegnare in modo trasparente ruoli e responsabilità.
  3. Si passa quindi al requisito della pianificazione. L’organizzazione deve pianificare le azioni necessarie per affrontare i rischi e cogliere le opportunità, tenendo conto dei potenziali impatti dell’evento, delle prescrizioni legali, delle migliori pratiche internazionali, degli impegni sottoscritti volontariamente. Devono essere definiti chiari obiettivi per la sostenibilità, possibilmente misurabili.
  4. Il successivo requisito riguarda il sostegno dell’organizzazione alla gestione sostenibile degli eventi. Tale sostegno si concretizza mettendo a disposizione risorse adeguate, acquisendo le necessarie competenze, assicurando la necessaria consapevolezza delle persone che lavorano per l’organizzazione, gestendo in modo efficace la comunicazione, sviluppando le necessarie informazioni documentate.
  5. Il quinto requisito si rivolge al funzionamento ed è articolato in: pianificazione e controllo; gestione di attività, prodotti e servizi modificati; gestione della catena delle fornitura.
  6. Si arriva poi alla valutazione della prestazione, dove è richiesto all’organizzazione di valutare se sta rispettando i principi dello sviluppo sostenibile e la propria dichiarazione d’intenti. A tal fine l’organizzazione deve: definire un piano di monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione; eseguire audit interni; far riesaminare alla direzione periodicamente l’efficacia del sistema di gestione per la sostenibilità.
  7. L’ultimo requisito riguarda il miglioramento, per cui l’organizzazione deve gestire in modo adeguato le non conformità, attuare azioni correttive, migliorare continuamente sostenibilità, adeguatezza ed efficacia del sistema di gestione.

Gli aspetti da prendere in considerazione

Secondo il punto 6.1.2 della norma, nel valutare la sostenibilità di un evento bisogna prendere in considerazione gli aspetti:
a) ambientali, come l’uso delle risorse, la scelta dei materiali, le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo, la conservazione della natura;
b) sociali, come le norme sul lavoro, la salute e la sicurezza, i diritti civili e la giustizia sociale, l’accessibilità, il patrimonio culturale, le sensibilità religiose, le comunità locali e le popolazioni indigene
c) economici, come il ritorno sugli investimenti, l’economia locale, il rischio, il commercio equo e solidale, la distribuzione dei profitti.

L’organizzazione deve documentare i criteri utilizzati per la valutazione degli aspetti e questi criteri devono includere il prendere in considerazione i commenti degli stakeholder.

La rendicontazione

Secondo il punto 15 dell’Appendice A, per rendicontare verso l’esterno organizzazione dovrebbe utilizzare un formato riconosciuto, in modo da consentire il confronto con eventi simili. Tra i formati riconosciuti, sono menzionati quelli della Global Reporting Initiative (GRI) e della Association of Chartered Certified Consultants.

La certificazione di EXPO 2015

Lo scorso mese di gennaio, Expo 2015 S.p.A. ha annunciato di avere ottenuto la certificazione secondo lo standard ISO 20121:2012 del proprio Sistema di Gestione per la Sostenibilità dell’Evento. La certificazione, rilasciata da DNV GL – sotto accreditamento ACCREDIA -, riguarda le attività di pianificazione delle azioni inerenti l’organizzazione dell’Esposizione Universale. Contemporaneamente EXPO 2015 S.p.A. ha diffuso il secondo rapporto di sostenibilità, redatto secondo le linea guida GRIG4, relativo alle attività condotte nell’anno intercorso tra giugno 2013 (dove si era fermata la rendicontazione del primo Rapporto) e giugno 2014.
Il rapporto di sostenibilità include la “Carta dei valori e degli impegni”, della società EXPO 2015, che fa riferimento a quattro valori fondamentali:

  • Social legacy – La scelta del Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” intende stimolare le riflessioni e gli approfondimenti su una delle principali sfide che il mondo odierno deve affrontare.
  • Inclusione – Il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutti gli attori e della comunità a livello globale sono posti a garanzia di quella condivisione dei saperi che caratterizza le Esposizioni Universali.
  • Innovazione – La presentazione di soluzioni innovative al problema della crisi alimentare globale, come le soluzioni adottate per la costruzione del sito e delle aree espositive ed i servizi all’avanguardia per la gestione dell’evento, consentiranno al visitatore di vivere un’esperienza di Smart City.
  • Responsabilità sociale – L’attuazione dei principi di sostenibilità nell’ambito della progettazione, della realizzazione e della gestione dell’evento mirano a ridurne al minimo l’impatto ambientale e a fornire esempio per gli eventi futuri. Il rapporto di sostenibilità descrive: la governance e l’assetto organizzativo, le opere in corso di realizzazione e il loro inquadramento normativo, i principi per la sostenibilità addottati e i rapporti con gli stakeholder, le risorse umane e le politiche applicate nella gestione del personale, il quadro di riferimento economico, il quadro di riferimento ambientale, il quadro di riferimento sociale e termina con una nota metodologica nella quale sono evidenziate le corrispondenze tra il testo del rapporto e l’Informativa Standard richiesta dalle Linee guida GRI.
    La tabella della corrispondenza tra requisiti dell’informativa standard GRI e l’articolazione del rapporto di sostenibilità di EXPO 2015 reca purtroppo la dicitura N.R. in corrispondenza di alcuni punti rilevanti del sistema di gestione per la sostenibilità, quali:
  • G4-35 (Processo di delega, da parte dei vertici aziendali, nei confronti dei dirigenti e altri dipendenti, sui temi economici, ambientali e sociali);
  • G4-41 (Attività in essere presso il più alto organo di governo per garantire che non si verifichino conflitti di interesse);
  • G4-44 (Processi per la valutazione delle performance del più alto organo di governo, in funzione delle performance economiche, ambientali, sociali);
  • G4-45 (Ruolo del più alto organo di governo nell’identificazione e gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità economiche, ambientali e sociali. Indicare se vi sono forme di consultazione degli stakeholders a supporto del più alto organo di governo). Sarebbe opportuno che queste carenza venissero superate nel prossimo rapporto, che sarà pubblicato a fine evento.

In June 2012 has been published the standard ISO 20121:2012 Event sustainability management systems – Requirements with guidance for use. UNI published the Italian edition of the standard in September 2013. The standard prides a management systems approach to organise more sustainable events, identifing and managing potential negative, economic and environmental impacts of events. Expo 2015 S.p.A., the firm who has in charge the organization of Milan Expo, announced last January the achievement of UNI ISO 20121 certification for planning the event.

MASSIMO LEONE

Q & A s.r.l., via Padova 41, 00161 Roma

massimo.leone@qeasrl.it
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