La centralità del concetto di rischio nell’evoluzione della ISO 9001 e nella futura edizione dell’ISO-TS 16949

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Nel mese di settembre 2015, è stata ufficialmente pubblicata la nuova edizione della norma ISO 9001, che regola i Sistemi di Gestione per la Qualità. Rispetto alla precedente edizione (ISO 9001:2008), la norma è stata sottoposta a significative revisioni e si caratterizza anche per l’introduzione di alcune novità, tra cui l’importanza attribuita al concetto di rischio. Questo con l’intento di sensibilizzare le aziende sulla valutazione attenta del contesto in cui operano e sulla rilevanza delle attività di risk management.
logo_anfiaChiaramente, si tratta di concetti che verranno ripresi e sviluppati nella futura nuova edizione dell’ISO-TS 16949 che, peraltro, già nell’attuale versione (2009), vi faceva riferimento, seppur parzialmente, parlando della preparazione di piani di emergenza per garantire la continuità delle forniture ai clienti in caso di eventi di emergenza.
Le situazioni di emergenza, per un’azienda, possono derivare da due tipi di fattori: interni ed esterni. Quando l’emergenza è determinata da un fattore interno – come un guasto a un impianto di produzione o a un’apparecchiatura chiave, – è più facilmente gestibile e controllabile da parte dell’azienda stessa – nell’esempio citato, basta aver predisposto un impianto di back-up o avere immediatamente a disposizione i pezzi di ricambio – ed è anche più facile prevenirla, visto che con analisi di tipo affidabilistico è possibile ridurre di molto le probabilità di guasto.
Viceversa, quando l’emergenza deriva da un fattore esterno – si pensi a calamità naturali come terremoti, maremoti e alluvioni o a fenomeni come gli attacchi terroristici, che possono avere un impatto decisamente grave sulle attività industriali – è di più difficile prevedibilità e controllo da parte di un’organizzazione. L’azienda dovrà, quindi, giocare d’anticipo e tener conto di simili eventualità, alle quali prepararsi attraverso un’adeguata analisi di rischio e predisponendo un piano di emergenza.
Nella futura ISO-TS 16949 questi concetti saranno trattati in maniera strutturata, secondo i criteri della cosiddetta Business Continuity, che segue un approccio focalizzato sui piani di natura preventiva.
ANFIA, in quanto partner IATF, ha recentemente sviluppato la Guida “Business Continuity Management – Guida allo sviluppo di un programma di gestione aziendale della continuità operativa”, una pubblicazione dal taglio pratico per l’analisi di rischio e la gestione del rischio all’interno della filiera di fornitura, che tiene conto degli aspetti descritti calandoli in modelli immediatamente fruibili e facilmente applicabili in azienda.
Molti dei concetti di cui si è parlato sono ancora relativamente nuovi e sia le chiavi interpretative fornite dalla nuova ISO 9001, sia l’esperienza sul campo, contribuiranno ad accrescerne la comprensione e a chiarirne i risvolti. Ciò non toglie che sia fin da ora possibile adottare un metodo strutturato per sviluppare un proprio piano di gestione del rischio, secondo modelli più o meno ampi e dettagliati che saranno oggetto di attività formative erogate da ANFIA nel 2016. Non si tratta di pubblicazioni e corsi pensati unicamente per l’automotive, bensì di strumenti trasversali a più settori e funzioni aziendali, che ugualmente si trovano a dover fronteggiare rischi di vario genere.
La Business Continuity è destinata a diventare parte del business di ogni azienda. Capire questo significa non farsi trovare impreparati, pena la perdita di un vantaggio competitivo importante nella sfida legata alla gestione del rischio.

Note

1 ANFIA Service nasce nel 1996 come Società di Servizi di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica); è certificata ISO 9001:2008. Opera in diversi settori di attività, tra cui i principali sono la consulenza, la formazione, i convegni e le pubblicazioni tecniche in ambito, Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Etica.
ANFIA, in qualità di membro IATF (International Automotive Task Force) in rappresentanza dell’industria nazionale, ha contribuito allo sviluppo della Specifica Tecnica ISO/TS 16949: 2009 e ne monitora costantemente l’applicazione dello schema di certificazione in Italia. è dunque anche alla luce delle ultime e originali indicazioni fornite da IATF che ANFIA Service progetta e aggiorna tempestivamente l’offerta formativa di in area Qualità.
Tutte le informazioni dettagliate e gli ultimi aggiornamenti sulle attività di ANFIA Service sono disponibili sul portale www.anfia.it

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