In attesa dell’«anno della Qualità»

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Anche il 2015, lentamente e malinconicamente, sta volgendo al termine; altri dodici mesi che si vanno ad aggiungere alla lunga serie di anni di “vacche magre”, di numero ben superiore ai biblici sette. Ma, come evidenziava Simon Weil, «il futuro è fatto della stessa sostanza del presente» e, quindi, la qualità del futuro è figlia delle qualità delle scelte che sono state fatte nel presente e nel passato, anche recente.
Al riguardo mi piace riportare quanto sottolineava con preoccupazione Edmondo Berselli – in un libro pubblicato postumo, dedicato alla “economia giusta” -; a tempo debito, avrebbe dovuto essere valutata con maggiore attenzione quella risposta ironica data da Mickey Rourke a Kim Basinger in una scena di “nove settimane e mezzo” (film simbolo degli anni Ottanta): «I make money by money»; cioè: «faccio i soldi con i soldi». Secondo Berselli, questa affermazione costituiva, drammaticamente, «l’epitaffio sulla tomba dell’economia reale»; il dilagare del peso della finanza avrebbe, cioè, ucciso l’attività imprenditoriale ed il lavoro e, conseguentemente, la dignità di tutti i lavoratori. [L’Economia giusta, Ed. Einaudi]
Noi tutti stiamo toccando con mano, quotidianamente, che i driver della competizione siano divenuti quasi tutti esclusivamente finanziari. Tutto si deve poter comprare e tutto deve poter avere un “costo competitivo”; cioè, il più basso! Prodotti, servizi, persone devono, quindi, poter essere acquistati sulla base del “miglior prezzo” che è diventata prepotentemente la variabile competitiva prioritaria.
il Direttore Sergio BiniLe scelte vengono effettuate quasi esclusivamente sulla base dei prezzi di vendita di prodotti e/o servizi, piuttosto che sulla scorta dei livelli qualitativi delle prestazioni offerte; dell’affidabilità e della reputazione delle organizzazioni che si presentano sul mercato; e dei costi sociali complessivi che bilanciano le economie del prezzo di offerta e dei livelli qualitativi generati. È evidentissimo che la “qualità” viva una stagione difficile e viene relegata, sempre di più, negli interstizi lasciati tra i due elefanti della competizione che schiacciano le organizzazioni: il “low cost” e la “shareholder satisfaction”.
Dall’altro fronte, il cittadino deve “turarsi il naso”, quando opera delle scelte, mediando tra il decrescente “potere d’acquisto” delle proprie risorse economiche, il sistema dei “bisogni” che vengono generati con le sottili regole del marketing e la narrazione di una realtà virtuale costruita attraverso un’azione continua fatta di messaggi subliminali, tweet, prestidigitazioni comunicative. La realtà nazionale è sempre di più come la casetta che attrae Hänsel e Gretel. Così, nelle offerte “low cost”, la qualità si limita alle parole ed alle narrazioni pubblicitarie diametralmente opposte alla realtà dei fatti. Al riguardo mi piacerebbe tanto raccontare una tra le tante esperienze negative vissute quotidianamente come cittadino: «volo Easy Jet EZY 4242 Roma Fiumicino – Parigi Orly del 25 luglio scorso partito con 7 ore di ritardo»; una esperienza allucinante, sotto tutti i punti di vista!
I viaggiatori, però, condizionati dalle narrazioni pubblicitarie e dalle disponibilità economiche, continueranno a fare le loro scelte guidate dal prezzo più basso, sorvolando sui concetti base della Qualità ai quali in tanti abbiamo dedicato anni di studio e di impegno. Purtroppo sono divenute “profezie” le previsioni che avevo formulato nei due contributi ospitati nel Rapporto Italia EURISPES 2014 [Da “spending review” a “riduzione dei costi”: esiste un’altra via per ridurre gli sprechi senza togliere i servizi ai cittadini ed abbassare il loro livello di qualità della vita?] e nel Rapporto Italia EURISPES 2015 [alla ricerca della “cittadinanza” perdutaἀ – antropologia quotidiana di un popolo non fortunato che va avanti, a prescindere da tutto e tutti].
Proprio per queste riflessioni di fine anno, ho voluto dedicare il presente numero della Rivista a tre ambiti cruciali, importanti per la vita delle persone:

  • i modelli di misura della qualità della vita quotidiana dei cittadini;
  • l’artigianato, una nobile arte che per secoli ha svolto un ruolo fondamentale nella trasmissione dei saperi, delle conoscenze e della nostra cultura;
  • i servizi per i trasporti e la mobilità.

È per me motivo di grandissimo onore, quindi, poter presentare ai lettori gli importanti scritti elaborati da autorevoli colleghi per rappresentare il meglio dei saperi italiani e del lavoro delle nostre realtà produttive. A loro va la mia personale gratitudine per il tempo e per la disponibilità manifestata nel voler condividere le loro conoscenze e le loro esperienze con i lettori della Rivista. Colgo l’occasione per inviare a tutti i miei migliori auguri per un Buon Natale e per un sereno e proficuo Anno nuovo 2016

Sergio Bini

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