Il “paradigma di Enea” per la transizione generazionale

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La bellezza inenarrabile del gruppo scultoreo «Enea, Anchise e Ascanio» realizzato dal grande scultore italiano Gian Lorenzo Bernini – su commissione del cardinale Scipione Borghese, grande mecenate – dà corpo all’affascinante rappresentazione del passaggio dell’Eneide di Virgilio che narra del dramma di Enea che fugge da Troia in fiamme e porta sulle spalle il proprio padre Anchise ed è seguito dal figlio, il piccolo Ascanio.
Gli studiosi di arte parlano di questa come della prima opera nella quale si manifesta una “psicologia espressiva” con un elevatissimo contenuto simbolico.
Il gruppo rappresenta, la continuità responsabile e sussidiaria nei passaggi generazionali tra le differenti età della vita. Ognuno dei tre personaggi ha un compito preciso da svolgere e costituisce uno dei protagonisti dello scenario della vita con un proprio ruolo.
il Direttore Sergio BiniEnea rappresenta il presente (l’eroe del quotidiano chiamato a trovare le soluzioni idonee per risolvere problemi spesso generati da altri), il padre Anchise rappresenta, invece, il passato (e costituisce il legame generazionali con le radici valoriali, la cultura ed i saperi delle tradizioni); il figlio Ascanio costituisce il futuro che segue il presente e porta con sé la “fiamma” con la quale è chiamato ad accendere le speranze per il nuovo.
La sequenza Anchise-Enea-Ascanio ha costituito (sino a poco tempo fa) l’idealizzazione del paradigma che governava la transizione generazionale equilibrata tra i rappresentanti delle differenti stagioni della vita che, se ben gestita, avrebbe potuto continuare ad assicurare modelli di vita sostenibili e la trasmissione della cultura, delle conoscenze e dei valori; affidando a tutti dei ruoli appropriati e dignitosi.
Questo modello si sta progressivamente sublimando in questi ultimi decenni; i dati demografici e le rappresentazioni della realtà con i modelli delle scienze sociali danno una rappresentazione disarticolata di una società divenuta molecolare, individualista e focalizzata sui consumi voluttuari generati da campagne pubblicitarie che alimentano aspettative sempre diverse e crescenti, quasi mai necessarie.
La solidità delle scelte di vita davano un respiro più ponderato alle scelte quotidiane; la stessa affermazione medievale dell’«hic et nunc» [«qui e ora»] ha subìto una rivoluzione semantica e contestuale. Questa formula (che un tempo costituiva un fotogramma delle vicende quotidiane della vita che avrebbe dovuto traguardare all’eternità) è, invece, divenuta un invito alla quotidianità senza prospettive, fatta di consumi e di scelte effimere «mordi e fuggi» senza investimenti per il futuro. Purtroppo, siamo arrivati ad un modello che è rappresentato dalla società volatile che esternalizza il tutto ed affida a terzi tutto, compresi i saperi, gli averi e le esistenze. 1500 anni fa, al riguardo, l’antica Regula Benedicti prescriveva: «venerare i vecchi; amare i giovani» [RB IV, 68-69].
Più recentemente Gustavo Zagrebelsky nel suo ultimo libro [“Senza adulti”, ed. Einaudi] che approfondisce come la società attuale affronta come i rapporti tra le età della vita a citato il pensiero di Émile Cioran: «a vent’anni, non avevo in mente altro che lo sterminio dei vecchi; continuo a crederlo urgente, ma ora ci aggiungerei quello dei giovani; con l’età si acquisisce una visione più completa delle cose».
I protagonisti del capolavoro marmoreo di Gian Lorenzo Bernini (che rappresenta mirabilmente anche la bellezza e la cultura occidentale) materializza il “paradigma di Enea per la transizione generazionale”; nei secoli è stata affidata alle istituzioni scolastiche ed universitarie il compito di governare saggiamente ed efficacemente la trasmissione della cultura, delle conoscenze e dei saperi. Questo numero della Rivista è affidato proprio ai colleghi di questo complesso ed affascinante universo competenziale ai quali è stato chiesto di trattare in modo chiaro e competente le tematiche della filiera formativa traguardandola al mondo del lavoro.
Ringrazio gli autorevolissimi autori per i preziosissimi contributi scientifici che hanno voluto mettere a disposizione dei lettori e dei Soci AICQ. Buona lettura!
Sergio BINI

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