I PRIMI PASSI DEL DPR 80/2013

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Il 20 febbraio 2015 si è svolto a Torino il Convegno Nazionale del settore Education di AICQ, sul tema “Autovalutazione-Valutazione Esterna-Miglioramento e Rendicontazione Sociale”, argomenti di fondamentale importanza per le istituzioni scolastiche, visto l’avvio del Sistema di Valutazione Nazionale (SNV), secondo quanto stabilito dal DPR n. 80/2013.
Come è noto, infatti, secondo la CM 47/2014,a partire dal corrente anno scolastico, tutte le scuole, statali e paritarie, sono coinvolte in un percorso di durata triennale che parte da una prima fase di autovalutazione (2014/15) con la compilazione del format messo a disposizione dell’INVALSI per redigere il rapporto di autovalutazione (RAV).
Nel 2015/16 si prosegue con la fase di miglioramento, durante la quale le scuole pianificheranno ed avvieranno le azioni di miglioramento relative agli obiettivi individuati nel RAV stesso. Nel luglio 2017 il percorso si concluderà con la stesura e la pubblicazione di un documento di rendicontazione sociale.
Nel corso della seconda annualità prenderanno contemporaneamente il via le visite dei nuclei di valutazione esterna alle scuole, che coinvolgerà il 10 % delle istituzioni scolastiche.
È risaputo che il SNV ha suscitato non pochi timori, perplessità e disappunto, legati sia alle scarse risorse economiche messe a disposizione dei dirigenti scolastici su questa voce di spesa, sia alla mancanza di informazione e formazione adeguate. Questa carenza ha portato talvolta alla errata convinzione che il Sistema di Valutazione preveda addirittura una classifica finale delle scuole, mentre, in realtà, il suo scopo è quello di indurle a riflettere su se stesse, capire i propri punti di forza e di debolezza, e a porsi obiettivi di miglioramento, finalizzati sempre alla propria missione fondamentale, ovvero quella educativa.
A questo proposito le direttive ministeriali hanno previsto l’organizzazione di gruppi di lavoro regionali e provinciali, guidati dai dirigenti tecnici (ispettori ministeriali), a disposizione dei dirigenti scolastici e dei docenti, proprio per supportarli nella redazione del RAV, quale esito di un processo che prevede raccolte e analisi di dati nel quadro di una profonda riflessione nell’ambito dell’intero istituto scolastico per l’identificazione di eventuali criticità e l’individuazione dei relativi obiettivi di miglioramento.
Questi gruppi di lavoro rischiano purtroppo di essere numericamente insufficienti per far fronte ad un lavoro articolato di formazione a tutte le scuole ma, come previsto dall’articolo 6 del DPR 80 per la realizzazione delle azioni di miglioramento, queste potranno contare anche sul supporto dell’Indire e di altri soggetti esterni quali università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali.
Proprio in virtù di tale articolo 6 del DPR 80 AICQ Education ha strutturato il convegno nazionale sia per presentare alle scuole interventi mirati ad illustrare le linee generali del programma triennale di valutazione fornendo, al contempo, molti spunti di riflessione, sia per offrire loro il proprio affiancamento, con lo scopo di contribuire a creare le condizioni per affrontare tutto quanto viene oggi richiesto dal SNV in modo consapevole e formativo.
Dopo i saluti dei presidenti Maurizio Conti (AICQ Nazionale), Paolo Senni Guidotti Magnani (AICQ Education), Benito Scriva Barreca (AICQ Education Piemonte) e dell’ispettore Alessandro Militerno, in rappresentanza dell’USR Piemonte, si sono susseguiti gli interventi dei relatori:

  • dott. Giancarlo Cerini, Dirigente Tecnico USR Emilia Romagna e partecipante al Gruppo di Lavoro INVALSI Start-Up, con l’intervento La valutazione, una mossa riflessiva: ovvero… come trasformare il RAV in una occasione di crescita della comunità professionale,
  • prof. Roberto Trinchero dell’Università di Torino, con l’intervento Valutare la scuola che apprende: usi sensati delle prove Invalsi,
  • prof. Fabrizio Ferrari (OBISS), Bilancio Sociale nella Scuola: dialogo, autonomia, responsabilità.

Molti sono stati gli spunti di riflessione offerti, prima fra tutti quello della condivisione fra gli operatori dell’istituto scolastico del processo autovalutativo in tutte le varie fasi, dalla raccolta dei dati alla riflessione e alla scelta degli obiettivi. Altri spunti si sintetizzano nelle seguenti citazioni provenienti dalle presentazioni e dalle relazioni sopraricordate:

  • è stato fornito da Cerini lo slogan: «adotta un indicatore-aggiungi un indicatore» con il quale l’ispettore invita gruppi di insegnanti dell’istituto ad «adottare un’area da approfondire in modo particolare.Del resto è proprio la direttiva 11/2014 che chiede di promuovere strategie di miglioramento a partire da scelte interne condivise, da un’ etica della rendicontazione, dalla partecipazione e responsabilizzazione di tutti i soggetti della scuola e dal consolidamento dell’identità e del senso di appartenenza» [Cerini]; -«costruire comunità, ricercando il consenso degli interlocutori, la partecipazione, fare i conti con il contesto» [Ferrari];
  • «risulta fondamentale anche capire lo stretto legame fra autovalutazione e miglioramento, in quanto la prima trova il suo completamento e il suo senso soltanto se seguita da una profonda riflessione sui risultati e dalla volontà di attivare il necessario processo successivo» [Senni Guidotti Magnani];
  • «dopo la diagnosi (rapporto di autovalutazione) viene il miglioramento, anzi mentre si fa autoanalisi già si intravvede in embrione dove e come cambiare. Il miglioramento è un atto creativo che richiede la capacità di scegliere alcuni aspetti importanti del funzionamento della scuola su cui concentrare gli sforzi» [Cerini];
  • «separare nel progetto di miglioramento di un’organizzazione l’autovalutazione dal miglioramento lascia perplessi non tanto dal punto di vista epistemologico, ma da quello pratico dell’aiuto al fare e al cambiare (esempio del fabbro che modella un pezzo: la forgiatura avviene quando il pezzo è caldo) » [Senni Guidotti Magnani].

Con stretto rifermento al RAV è stata messa in luce dal prof. Trinchero l’importanza delle prove INVALSI e dell’analisi dei risultati di apprendimento, in quanto dato strettamente correlato al modo di intendere l’organizzazione dei curricoli, finalizzata all’acquisizione delle competenze. Procedendo nel collegamento fra risultati di apprendimento e organizzazione didattica, sono state fornite indicazioni su cosa significhi e come si possa «promuovere l’agire con competenza », intendendo quest’ultima come la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale. Tutto questo per insegnare agli allievi a risolvere problemi mai visti prima, fornendo loro informazioni, sviluppando capacità di base e atteggiamenti, insegnando loro a leggere la realtà, fornendogli strumenti per avere un impatto sulla realtà e, infine mettendoli in grado di riflettere sulle proprie interpretazioni ed azioni. A questo proposito il prof. Trinchero ha ripreso una citazione di Andreas Schleicher (coordinatore del progetto OCSE-PISA)(2012): «con gli Ocse-Pisa […] abbiamo trovato un punto di vista molto particolare: eravamo meno interessati alla capacità degli studenti di riprodurre quello che avevano imparato a scuola ma volevamo verificare se erano in grado di estrapolare da quello che sanno e applicare la loro conoscenza in situazioni diverse […]».
La riflessione documentata e operativa pare essere pertanto il filo conduttore del ciclo triennale proposto alle istituzioni scolastiche ed è così anche per l’ultima fase che prevede nel luglio 2017 la pubblicazione del documento di rendicontazione sociale. Proprio attraverso questo documento la scuola può rendere conto ai propri interlocutori delle proprie scelte, delle attività, dei propri risultati, dell’impiego delle risorse economiche ed umane, sempre in riferimento alle caratteristiche e all’evoluzione del contesto in cui opera, permettendo loro di formulare un giudizio su come la scuola stia realizzando la propria missione istituzionale.
Sebbene purtroppo spaventi ancora, sono molti i vantaggi di una rendicontazione sociale, primo fra tutti quello di far emergere, come del resto già col RAV, la grande quantità di lavoro nascosto che le scuole agiscono, dando valore e senso ad una notevole quantità di informazioni prima sparse e poco utilizzate e, secondo, presentare in modo chiaro, trasparente e comprensibile ai diversi interlocutori il proprio operato ed i propri risultati, legati ovviamente alle risorse a disposizione, contribuendo così a intensificare quel rapporto di fiducia nato già con la condivisione del RAV.
Come indicato dal prof. Ferrari nel suo intervento, il bilancio sociale, è un documento in continua evoluzione con le scuole, che va condiviso con tutte le parti interessate e che, per la sua stessa natura, poggia sui concetti di dialogo, autonomia, intesa come un gran lavoro di riflessione sui processi, sull’efficacia, sui costi, sulla trasparenza, ed infine sulla responsabilità, intesa in tutte le sue dimensioni, da quella strategico-organizzativaa quella contabile del «dove ho investito e perché?», legata cioè alla pianificazione degli obiettivi e al controllo dei risultati raggiunti, passando attraverso a quella relativa alla valorizzazione della professionalità e delle competenze.
Un ultimo spunto offerto nel convegno riguarda la tanto temuta “valutazione esterna”: il nucleo esterno di valutazione, nella logica del SNV, deve essere inteso come “l’amico critico”, quello che offre un punto di vista diverso, con il quale la scuola può confrontarsi uscendo da quell’alone di autoreferenzialità in cui troppo spesso vive e di cui si nutre. «Non è previsto dalle norme attuali neppure un punteggio di sintesi sulla scuola: queste riceveranno informazioni con cui verificare come si collocano rispetto agli standard correnti, i benchmark». [G. Cerini]
Nel proseguo dei lavori il Presidente AICQ Education Paolo Senni Guidotti Magnani ha quindi presentato il gruppo di lavoro sul sistema nazionale di valutazione (GL-SNV), costituito nel 2014 da AICQ Education e già operativo con programmi di formazione, adattabili in base alle singole esigenze, per tutti gli operatori della scuola. Il gruppo, oltre ad aver trasferito i principi chiave della qualità e i relativi strumenti all’interno del SNV, offre alle scuole l’affiancamento non solo sui concetti base del TQM e per l’elaborazione dei documenti (esempio il RAV), ma anche come sostegno nella motivazione: “l’analisi produce conoscenza che orienta le decisioni e il coinvolgimento di tutte le componenti genera un clima nuovo”, così come “l’autovalutazione comporta nuovi oneri e nuovi compiti (investimento) che producono decisioni di risparmio e razionalizzazione” (Senni Guidotti Magnani). In questo ambito è stato presentato al pubblico il manuale RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE (RAV) E MIGLIORAMENTOUn manuale per le scuole, i docenti e i dirigenti, redatto dal GL-SNV ed in uscita presso Maggioli Editore, testo che, oltre ad essere uno strumento di formazione sul TQM, ricco di molti esempi esplicativi, risulta essere anche un valido supporto nell’elaborazione del RAV e del successivo piano di miglioramento.
Ha concluso il convegno una tavola rotonda, condotta dal DS Vito Infante (responsabile Rete Sirq di Torino), alla quale hanno partecipato, oltre ai precedenti relatori, i coordinatori delle territoriali AICQ Education: Pasqualin (AICQ Triveneto), Pelli (AICQ Tosco- ligure), Scriva (AICQ Piemonte) e la dott.ssa Trovò in qualità di rappresentante del Forum Genitori torinese, interlocutori primari con i quali le scuole sono chiamate a confrontarsi (proprio a tale scopo già alcune di esse hanno invitato genitori ed allievi a far parte proprio dei gruppi di lavoro sul SNV). Anche la dott.ssa Trovò, nel suo intervento, ha auspicato che le scuole affrontino questo percorso triennale in modo sereno ma costruttivo, affinché tutto questo non si trasformi solamente in un mero adempimento burocratico ma le spinga a lavorare verso il miglioramento coinvolgendo tutte le componenti della scuola.
I presenti hanno infine risposto ad alcune domande del pubblico, legate essenzialmente alla grande difficoltà dei dirigenti scolastici, nel richiedere un grande impegno ai propri docenti a fronte di scarse risorse economiche messe a disposizione.
I vari rappresentanti delle associazioni territoriali della Federazione AICQ, tutti facenti parte del GLSNV, hanno presentano alla platea esempi di “buone pratiche” utilizzate nelle scuole durante tutta la loro lunga esperienza sia come capi di istituto sia come tutor e formatori. Molti di questi lavori sono reperibili sul sito in allestimento del GLSNV: www.valutazionescuole.it. Gli atti del convegno sono stati inseriti sul portale di AICQ [www.aicqna.com].

RENZA ANNA GALLO

docente e responsabile Accreditamento I.I.S. Andriano – Castelnuovo Don Bosco (AT), componente nucleo AICQ Education Piemonte e membro consiglio direttivo AICQ Education, consulente INDIRE nell’ambito del progetto Vales
renzanagallo_2012@libero.it
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