C’è un tempo per ogni cosa…

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il Direttore Sergio BiniC’è un tempo per ogni cosa; quindi, c’è anche il tempo del commiato, perché nulla può durare in eterno! Pur essendo resilienti, non si può essere “buoni” per tutte le stagioni. Il Qohelet – conosciuto anche come Ecclesiaste – scandisce che: «tutto ha la sua stagione / ogni evento il suo tempo / sotto il cielo: / il tempo di nascere e il tempo di morire / il tempo di piantare e il tempo di sradicare / … / il tempo di cercare e il tempo di perdere, / il tempo di conservare / e il tempo di buttar via / … / il tempo di tacere e il tempo di parlare /…» [Qo 3, 1-8]. Per una associazione di idee, torna alla mente un passaggio citato dal cardinale Gianfranco Ravasi in un suo libro dedicato proprio a “QOHELET e le sette malattie dell’esistenza” [pp 28-29]nel quale richiama un passo della prima lezione tenuta da Roland Barthes al Collége de France di Parigi nel gennaio 1979: «vi è un’età in cui si insegna ciò che si sa; ma poi ne viene un’altra in cui si insegna ciò che non si sa: questo si chiama cercare. Ora è forse l’età di un’altra esperienza: quella di disimparare, di lasciar lavorare l’imprevedibile rimaneggiamento che l’oblio impone alla sedimentazione delle cognizioni, delle culture, delle credenze che abbiamo attraversato. Questa esperienza ha, credo, un nome illustre e démodé, che io oserò impiegare senza complessi, proprio nell’ambivalenza della sua etimologia. Sapientia: nessun potere, un po’ di sapere, un po’ di saggezza, e quanto più sapore possibile». Il vero comprendere coincide con l’avere dentro di sé sapore, come ci ricorda anche Gesù nel Vangelo di Matteo: «se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato?» [Mt 5, 13] … per potersi riconciliare con l’intelligenza occorre essere sapienti, costi quel che costi..
Dopo più di tre anni di direzione di questa storica Rivisita – alla quale ho dedicato disinteressatamente passione, energie, tempo ed impegno – ritengo sia arrivato il momento giusto per chiudere la sfidante ed avvincente esperienza; «hic et nunc», come insegnano, sin a dal Medio Evo gli amici monaci benedettini.
Ho sempre sottolineato l’esigenza di “vigilare” per cogliere con attenzione i segnali deboli provenienti dal contesto per poter assumere, tempestivamente, le migliori scelte; «bisogna cambiare prima che la scelta diventi necessaria; perché quando il cambiamento diventa necessario, è già troppo tardi …»; ricordo che riflettevo in maniera avvincente, sulle tempistiche delle scelte già negli anni ’90 con il compianto Franco D’Egidio, prima che le approfondisse magistralmente nella sua interessante bibliografia.
Non vorrei trovarmi nelle stesse condizioni di quei “combattenti giapponesi” che, a guerra finita, per molti anni hanno proseguito la loro battaglia, divenuta personale, nella lontanissima isola di Guam.
Desidero informarvi, quindi, che ho rassegnato le mie dimissioni da direttore responsabile della Rivista alla presidenza nazionale della Federazione AICQ (che è la “proprietaria” della Rivista); il prossimo numero, pertanto, sarà l’ultimo della “mia gestione” e vorrei, quindi, iniziare a salutare i lettori e gli autori che con grande e disinteressata disponibilità hanno concretamente contribuito alla realizzazione di questo prodotto “di qualità”.
Vorrei ringraziare sentitamente tutti gli autorevoli componenti del Comitato Tecnico-Scientifico e del Comitato Editoriale che mi hanno “scientificamente” accompagnato in questa avventura per amicizia e per stima reciproca e che con il presente numero concludono il loro diretto coinvolgimento; un sentito grazie!
Questo ricco numero della Rivista si apre con un’interessante intervista al prof. ing. Roberto Mirandola che ha dedicato 50 anni all’insegnamento della cultura della Qualità, a partire dal mondo universitario; seguono importanti contributi scientifici aggregati nelle tre aree tematiche:
1) il Nuovo Codice degli Appalti; 2) la qualità del costruire; 3) studi e ricerche.
Ringrazio di cuore gli autorevolissimi colleghi che hanno messo a nostra disposizione tempo, saperi e conoscenze. Buona lettura a tutti
Sergio BINI

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