A PROPOSITO E A SPROPOSITO DI ISO-TS 16949

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Il prossimo aggiornamento dell’ISO/ TS 16949:2009, la Specifica Tecnica relativa allo schema di certificazione che fa da riferimento mondiale per la gestione dei sistemi qualità automotive – la cui pubblicazione è prevista, infatti, entro fine 2016 – ha prodotto, negli ultimi tempi, una proliferazione di informazioni al riguardo. In vista del cambiamento in arrivo, si leggono articoli e analisi di vario genere, non sempre precise e qualche volta addirittura fuorvianti. Per amor di chiarezza, ripercorriamone allora brevemente la storia e le caratteristiche.
L’ISO/TS 16949 nasce nel 1999 dall’esigenza di uniformare i sistemi di valutazione e certificazione nella catena di fornitura del mondo auto. Intorno alla metà degli anni ’90, infatti, i maggiori Costruttori europei e le Associazioni nazionali dell’automotive svilupparono, in maniera indipendente tra le varie nazioni, i primi schemi di certificazione per i fornitori del mondo auto. Prima di questa fase, esistevano già dei documenti per la valutazione dei fornitori, realizzati nell’ambito di specifici programmi per lo sviluppo della Qualità nel settore autoveicolistico, e utilizzati per le valutazioni di parte seconda. In particolare, guardando all’Europa: la Guida francese EAQF ’94, la Guida tedesca VDA 6.1 e la Guida ANFIA AVSQ ‘94 “Valutazione Sistemi Qualità” che, elaborata attraverso il lavoro comune dei Costruttori e dei componentisti, una volta ottenuto il mutuo riconoscimento con le corrispondenti altre due guide, diventò il riferimento nazionale in materia. Sempre in quegli anni, venne introdotto anche lo standard di Qualità QS9000, nato dallo sforzo comune dei tre Costruttori americani General Motors, Chrysler e Ford.
A fronte di una crescente internazionalizzazione dei fornitori e delle fonti di acquisto, si poneva, in quegli anni, il problema della doppia certificazione: una secondo uno qualunque degli schemi europei, l’altra secondo lo schema QS9000. I Costruttori, quindi, si resero ben presto conto della necessità di arrivare a un documento comune.

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L’intento di armonizzare i diversi sistemi a livello internazionale ha portato alla stesura dell’ISO/TS 16949, un documento che era e rimane innovativo grazie ad uno spiccato orientamento al cliente, con l’inserimento di requisiti specifici, e anche perché ha avuto il merito di introdurre un set comune di particolari tecniche e metodologie impiegate nell’ambito dello sviluppo prodotto/processo, in produzione e per effettuare analisi dei dati. Costruttori e Associazioni di settore hanno quindi poi realizzato, nel tempo, una serie di pubblicazioni tecniche di supporto alle aziende per lo sviluppo di una cultura comune su molte metodologie. Il documento è dunque il frutto di un lavoro di sintesi e armonizzazione, e non una costola o un aggiornamento di un qualche singolo documento preesistente. Occorre, inoltre, sfatare un altro falso mito, con buona pace dei cultori di questo o quel documento. Pur essendo vero, infatti, che nell’ISO/TS 16949 si fa riferimento ad alcune metodologie, ciò non significa che vengano indicati metodologie o documenti nazionali specifici. I fornitori, in altre parole, sono liberi di scegliere un documento proprio, sviluppato internamente, per l’applicazione di metodologie come SPC o FMEA, oppure di seguire uno qualunque dei manuali sviluppati dalle maggiori associazioni di settore (VDA, ANFIA, etc.). Nella versione del 1999, l’ISO/ TS richiamava un numero relativamente ampio di metodologie – sempre in maniera generica e senza riferimento a documenti specifici – ma, a partire dalla revisione del 2002, è stato scelto di mantenere solo tre metodologie fondamentali, rendendole obbligatorie: FMEA, SPC ed MSA. Dev’essere chiarito, dunque, che nessun’altra metodologia è prescritta come obbligatoria, così come in nessun punto della norma compare un qualche riferimento o richiamo, implicito o esplicito, a determinati manuali nazionali, né si fa riferimento ad alcuna check list ufficiale dell’IATF (International Automotive Task Force). Oggi, le tre metodologie citate, di cui i Costruttori ritengono necessaria l’applicazione, rappresentano il cuore della norma. Per superare piccole differenze, non così sostanziali, è maturata l’ipotesi di elaborare un unico corpus di documentazione tecnica per tutti coloro che rientrano nel mondo ISO/TS. I lavori sono iniziati da poco, ma si presume che il nuovo documento verrà pubblicato a distanza di circa un anno dall’uscita della nuova ISO 9001, prevista per il 2015.

NOTE

1 ANFIA Service nasce nel 1996 come Società di Servizi di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica); è certificata ISO 9001:2008. Opera in diversi settori di attività, tra cui i principali sono la consulenza, la formazione, i convegni e le pubblicazioni tecniche in ambito, Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Etica.
ANFIA, in qualità di membro IATF (International Automotive Task Force) in rappresentanza dell’industria nazionale, ha contribuito allo sviluppo della Specifica Tecnica ISO/TS 16949: 2009 e ne monitora costantemente l’applicazione dello schema di certificazione in Italia. È dunque anche alla luce delle ultime e originali indicazioni fornite da IATF che ANFIA Service progetta e aggiorna tempestivamente l’offerta formativa di in area Qualità. Tutte le informazioni dettagliate e gli ultimi aggiornamenti sulle attività di ANFIA Service sono disponibili sul portale www.anfia.it

 

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