1955-2015: AICQ compie i suoi primi 60 anni!

0

La Federazione AICQ ha da poco festeggiato il sessantesimo anniversario della sua fondazione. Le cronache raccontano che: «nello scenario della ricostruzione post bellica, nell’ambito del Piano Marshall viene creata in Europa un’Agenzia Europea per la Produttività. Il braccio operativo dell’Agenzia è costituito dai Comitati Nazionali per la Produttività (quello italiano con base a Roma, alle dipendenze del Consiglio dei Ministri), con il compito specifico di divulgare i metodi del Controllo di Qualità, in produzione e nella ricerca applicata. Durante lo sforzo bellico della seconda guerra mondiale, infatti, l’applicazione negli USA dei metodi statistici diede un gigantesco contributo alla produttività, tanto da essere indicata come il più grande singolo contributo alla vittoria degli alleati. Padroneggiare la variabilità dei fenomeni comportava il saperla rilevare, interpretare, ridurre e dominare. Era un sapere utilissimo, utilizzato anche nelle strutture di supporto degli eserciti sui fronti di battaglia. In Italia furono poche le aziende che diedero importanza a questo nuovo sapere. il Direttore Sergio Bini Il tema ritornò d’attualità nell’ambito delle iniziative per la ricostruzione del Paese». Presso la sede della Fiera di Milano, il 15 aprile 1955 si tiene in Italia il Primo Convegno Nazionale sul Controllo della Qualità. Un mese dopo, il 15 maggio 1955 nasce AICQ; viene, cioè, formalmente costituita l’Associazione Italiana per il Controllo della Qualità (AICQ) e depositato lo Statuto. La progressiva copertura del territorio nazionale segue un processo di sviluppo di “sezioni territoriali” (le odierne Associazioni “federate”): all’iniziale sezione di Milano (1955) si era subito aggiunta la sezione Piemontese, poi la Triveneta (1967), la Meridionale (1971), quindi l’Italia centrale con sede a Roma (1974). Alla struttura “verticale” viene affiancata una struttura “orizzontale” costituita da Comitati, Settori e Gruppi di lavoro. La sede centrale viene fissata a Milano ed è ospitata dall’UNI. I primi Presidenti Nazionali di AICQ sono stati: il dott. Carlo Rossi, Presidente UNI (dal 1955 al 1964), il prof. Pietro Sillano (dal 1964 al 1976), l’ing. Umberto Turello (dal 1976 al 1984). Nel 1957 AICQ, concorre alla nascita della European Organization for Quality Control (EOQC, poi EOQ) con le omologhe tedesca, inglese olandese e francese. Per tutti gli anni ‘60 e ‘70 s’intensificano i rapporti con EOQ, con l’International Academy for Quality e con ASQC. Erano gli anni del “fare concreto” del manifatturiero italiano – figlio della cultura artigiana -; le scelte per il Paese si rifacevano ad altri paradigmi più legati alle persone ed al territorio. Anche la classe dirigente era diversa, a partire dagli imprenditori di caratura mondiale; meritano di esserne ricordati alcuni più rappresentativi: Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Aristide Merloni (fondatore dell’ARISTON), Leopoldo Pirelli, Giovanni Borghi (fondatore dell’IGNIS), Lino Zanussi, e così via. Ora è la finanza che governa tutte le scelte e che gestisce le attività, le persone, le imprese e gli stessi Paesi come un grande “Monopoli”. Dei nostri storici “marchi” italiani molti restano solo dei vuoti ”brand” di proprietà straniera che commercializzano spesso prodotti realizzati nei più disparati angoli del mondo. La stessa “Qualità” frequentemente viene evocata come un vuoto slogan! E’ solo di qualche giorno fa la notizia che il mitico designer italiano Giorgetto Giugiaro ha “lasciato” l’incarico di “presidente onorario” della “Italdesign Giugiaro” da lui fondata nel 1968 che ora è tutta nelle mani dei tedeschi del Gruppo Volkswagen. Aveva ragione il sociologo Jean Baudrillard quando (già nel 1976) teorizzava che: «dire che la sfera della produzione materiale e quella dei segni si scambiano il rispettivo contenuto è ancora lontano dal bersaglio: esse scompaiono letteralmente in quanto tali e perdono la loro specificità, di pari passo con la loro determinatezza, a vantaggio d’una forma del valore, d’un ordine ben più generale, in cui la designazione e la produzione si annullano … Fine del lavoro; fine della produzione; fine dell’economia politica; fine della dialettica significante/significato che permetteva l’accumulazione del sapere e del senso,… Fine della dimensione lineare della merce; fine dell’era classica del segno; fine dell’era della produzione … » [L’échange symbolique et la mort, Gallimard, Paris, 1976; pp19-20].
Caparbiamente continuo a credere, però, che esista una via italiana alla Qualità – che abbiamo nel DNA perché la ereditiamo dalle generazioni che ci hanno preceduto – e questa riuscirà a farci uscire dalla tremenda crisi che viviamo. Auguri ad AICQ per le prossime sfide che l’attendono e di buon lavoro a tutti i colleghi che operano nel mondo della Qualità e dei Sistemi di Gestione!

Share.

Comments are closed.